Archives

Qualche domanda ad...Andrea Ferrari

Intervista ad Andrea Ferrari, Fondatore e produttore di Monte delle Vigne (Ozzano Taro | PR ); l’azienda, fondata nel 1983, produce circa 350.000 bottiglie distribuite su 7 etichette.

Andrea in 140 caratteri: Vignaiolo, appassionato del mio mestiere che ama confondere la propria vita con la vita del vino. Mi piacerebbe essere in ogni bottiglia che produco.
Se non avessi fatto il produttore di vino cosa avresti fatto nella vita?

Qualsiasi altra cosa in cui avrei dovuto mettere in gioco me stesso , la mia personalità i miei sogni.

Monte delle vigne in 140 caratteri: Il sogno che ho sempre avuto. Un Terroir straordinario da cui ottenere il meglio in termini di qualità e personalità delle uve e una cantina bellissima dove mi diverto a fare il vino.

Continue reading Qualche domanda ad…Andrea Ferrari

Qualche domanda a...Mateja Gravner

Intervista a Mateja Gravner, Responsabile Marketing Operativo per l’azienda CAV. G.B. Bertani srl (Grezzana | VR); l’azienda, fondata nel 1857, produce circa 1.800.000 bottiglie all’anno suddivise in 18 etichette.

Mateja in 140 caratteri: cresciuta tra vigneti, fermentazioni e affinamenti, dopo gli studi di enologia prediligo la strada del marketing e della comunicazione, per spiegare il vino, la sua vita e la sua evoluzione in modo comprensibile a tutti;
CAV. G.B. Bertani in 140 caratteri: storica azienda veronese che da sempre crede e si impegna per valori quali la qualità (dal vigneto al vino imbottigliato), la rispondenza di ciascun vino al suo territorio, senza scorciatoie modaiole.
Se Mateja non avesse fatto il produttore di vino si sarebbe occupata di educazione alimentare o di ospitalità.

Continue reading Qualche domanda a…Mateja Gravner

Viti-cultura

La verità è che la viticoltura in Trentino la portano avanti i pensionati. Hanno già un reddito ed allora … non costano. Monti, il presidente, ha portato l’età pensionabile a 67 anni e a quell’età aumenterà pure la saggezza, ma calano le forze; fino a 50-60 anni si può ancora fare il viticoltore, dopo diventa difficile.

La prospettiva di abbandono della vitivinicoltura di montagna, quella tanto sbandierata, rischia di sparire sul serio, perché con gli investimenti fatti nei momenti felici/drogati e con i rendimenti in calo, non si troverà più un giovane disposto a passarsi 600 ore nel vigneto. (*)

Queste righe mi sono entrate in testa e mi han fatto fatto tornare alla mente pensieri e riflessioni; mi è tornata in mente la frase ‘il vino si fa in vigna, non in cantina’. Il vino lo fanno, fondamentalmente, i viticoltori.

I viticoltori sono per lo più anziani, forse davvero solo i pensionati citati nell’articolo; i giovani sono pochi, non solo perché il lavoro è faticoso, ma soprattutto perché fa guadagnare il minimo necessario, perché si impegnano altrove, magari provando a vendere.
Ora la vitivinicoltura rischia di sparire sul serio, per lo meno quella dei piccoli appezzamenti, quella delle poche migliaia di bottiglie che se non aiutano il PIL aiutano a prendersi cura di un territorio e di un terroir.
Accadrà così che interi territori agricoli verranno abbandonati o, peggio, destinati a forme d’investimento diverso, più remunerativo dal punto di vista economico. Certi paesaggi, certi terroir, verranno stravolti, e diventeranno un lontano ricordo nella nostra mente e nel nostro cuore.
Il sapere, quello degli anziani, quello dell’esperienza, quello di chi ha visto stagioni sfilare davanti agli occhi, di chi sa quanta differenza ci sia tra il tagliare al cm giusto o un po’ più in giù, insomma la viti-cultura, andrà sprecato perché assente chi è in grado di raccoglierlo e farlo proprio.
Esattamente come è successo per certe arti e certi mestieri, certe culture e certe tradizioni.

Mi viene in mente che, forse, varrebbe la pena di investire in questo patrimonio, misto di paesaggio, territorio, storia, cultura.

(*) I conti della serva, 3 | TrentinoWineBlog

[Fotocredit Mondo del gusto]

 

27 gennaio 2012

Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

“La Farfalla” | Tonino Guerra
[Immagine Pascucci 1826]

Qualche domanda a...Camilla Monteverdi

Intervista a Camilla Monteverdi, Responsabile Ufficio Export Monteverdi Vini srl (Borgo San Giovanni | LO)e Direttore Monteverdi Italian Wines Hong Kong; l’azienda, fondata nel 1796 (la prima cantina moderna risale al 1920), produce circa 2.000.000 all’anno suddivise tra 150 etichette.

Camilla in 140 caratteri: 25 anni, laureata in Lingue un anno fa, sto scoprendo la passione per il vino e vorrei trasmettere la cultura, la fatica, il lavoro e la passione che si trovano dietro una bottiglia di vino.
Monteverdi Vini in 140 caratteri: Azienda familiare imbottigliatrice di vini provenienti da tutta Italia. Offriamo prodotti a nostro marchio, etichette personalizzate e rappresentiamo diverse aziende in Italia e all’estero.

Se Camilla non avesse fatto il produttore di vino avrebbe fatto qualsiasi altra cosa che le avesse dato la possibilità di conoscere tanta gente e comunicare, in lingue straniere, la storia di un prodotto interessante.

Continue reading Qualche domanda a…Camilla Monteverdi

Qualche domanda a Luca Ferraro

 

 

Continue reading Qualche domanda a Luca Ferraro

2011, bye bye! Welcome 2012

Fine anno, tempo di bilanci ed elenco di buoni propositi.

Non mi aspetto grandi cose da questo nuovo anno, sarà anche perché a me i numeri pari proprio non piacciono; mi aspettavo tanto dal 2011 (11, uno dei miei numeri preferiti), molto di più di quello che ho ottenuto: mea culpa? Può essere: faccio auto-critica e un passo oltre: il venti-undici è andato e ora ci tocca fare i conti con questo venti-dodici.
Parlando di bilanci, del 2011 butterei via qualcosa, ma, nonostante tutto, terrei molto.

Butterei:

Quelli che usano la violenza, fisica e verbale, per ché sono talmente poveri dentro che non hanno altri strumenti.

Arroganza, prepotenza e ipocrisia: dentro e fuori la rete, tirano fuori il peggio di me.

Quelli che si professano qualcosa che non sono, pensando che in Rete tutto sia possibile.

La nascita continua di nuove DOC e DOCG, che coriandolizzano e creano perdita di tutela e qualità.

Le risse tra naturali e convenzionali: partendo dal presupposto che un vino deve essere fatto bene (e deve piacere) il resto è mancia.

Le risse tra vini-nicchia e vini-industria: fanno parte di uno stesso sistema che si autoalimenta: uno senza l’altro, in molti casi, non potrebbero esistere.

Chi non ha la capacità critica di discernere, che confonde un’opinione personale col giudizio assoluto. Insomma chi crede di sapere ed invece non sa.

Chiocciole, bicchierini, foglioline, forchettine: han fatto il loro tempo. Sarebbero utili se fossero espressione di un comune e condiviso sistema di giudizio, ma solo se esente da altri interessi, dichiarati e/o sottointesi.

Mister Pecorino e Miss Passerina, perché è il peggio del trash che il mondo del vino (e della comunicazione/promozione) non si meritano.

L’approssimazione e la spannometria, soprattutto nel marketing e nella comunicazione.

La comunicazione, fatta di termini inglesi tesi a coprire mancanze di professionalità e competenze.

Comunicatori, consulenti, pubblicitari che vorrebbero parlar di vino senza aver mai bevuto una goccia d’alcool o senza aver mai visto una cantina.

Klout, nato come strumento di misurazione dell’influenza: ma come si può, dico io, valutare con un algoritmo, competenza e autorevolezza di una persona?

Quelli che non sono curiosi, affamati ed assetati: hanno poco da dare e farebbero fatica a ricevere.

La mancanza di prospettive che la situazione economica (colpevoli media&Co) contribuisce ad accentuare: senza sogni, senza progetti, siamo persone (e società) vuote.

Tengo:

La Rete, tutta, spazi poco frequentati compresi, perché ovunque puoi scoprire qualcosa e conoscere persone interessanti.

La libertà che la Rete ha dato e continuerà a dare a chiunque.

Twitter, sempre, ovunque e comunque: una finestra sempre spalancata sul mondo.

Facebook (che non è la Rete), perché è la nuova TV e ha avvicinato tanti alla Rete.

I termini ‘condivisione’ ed ‘esperienza‘: le più belle parole che esistano dopo amore, lealtà, onestà. Attenzione! L’abuso provoca orticaria.

Vinitaly: checchè ne dicano tutti, è ancora una delle poche manifestazioni italiane alle quali partecipare.

Gli amici conosciuti dentro e fuori la rete: persone che mi hanno dato tanto, tantissimo e che vorrei conoscere meglio nei mesi a venire.

Il mi piace e il non mi piace: unici giudizi che contano veramente.

Chi usa le parole con cognizione di causa e che con le parole sa raccontare ed affascinare.

I capi area e i rappresentanti: fanno parte di un sistema in essere. Figure che dovranno evolvere.

Le bollicine, perché sono chic e non impegnano (cit).

I VinixLab, che mi hanno permesso di capire perché molte persone non capiscono il mio lavoro e lo stare in Rete.

Il Prosecco: qualcuno dice che è una moda; per me è un vino che, come tanti altri, può esser fatto bene o male: quando è ben fatto, da soddisfazioni.

Diversi altri vini, ma non li elenco perché ne dimenticherei (ingiustamente) sicuramente qualcuno perché sono smemorina.

Tutti, ma proprio tutti i foodblogger, perché hann fatto riavvicinare le persone alla cucina, al pane fatto in casa, al lievito madre, agli stampini a forma di ginger man, alla stagionalità delle verdure e le hann fatte allontanare dai 4 salti in padella e dal saccotto.

La comunicazione, fatta di metodo e costanza, che non lascia spazio all’improvvisazione e all’approssimazione, che non è ‘ho avuto un’idea‘ ma è ‘so come realizzarla, come ottenere il meglio possibile‘.

Tutti, ma proprio tutti i wineblogger, perché raccontano il vino come nessuno lo ha mai fatto, produttori compresi; a volte dovrebbero esprimere opinioni e non giudizi assoluti ma, hanno larghi margini di miglioramento.

Chi mi ha detto “questo progetto non mi ha soddisfatto, non ha dato i risultati che mi aspettavo”, perché mi ha permesso di conoscere i miei limiti e superarli.

Le persone con le quali ho collaborato/lavorato: ognuna, a modo suo, mi ha arricchito. E’ anche grazie a loro che lavorare è un piacere, continuo.

Le donne che sanno conciliare lavoro e famiglia, con impegno e soddisfazione: credetemi, nel 2011 non è cosa immediata.

I sorrisi e i “mamma, il tuo lavoro ti piace troppo, non ne puoi fare a meno” delle mie figlie: il più grande sostegno quando vedo tutto grigio e la frustrazione prende il posto dei sorrisi.

Lo sguardo dei bambini, che ogni giorno ci ricordano che le fiabe esistono…solo se ci credi.

Quando un uomo con la pistola incontra l’uomo con la biro, l’uomo con la pistola ha già perso.

Le fiabe non dicono ai bambini che i draghi esistono perchè loro lo sanno già: le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

Se ci chiudono la porta dei sogni siamo già morti.

Buon Natale!

Qualche domanda a Paolo Ghislandi

Intervista a Paolo Carlo Ghislandi, proprietario di Cascina I Carpini (Pozzolgroppo | AL); l’azienda, fondata nel 1998, produce circa 50.000 bottiglie all’anno suddivise in 7 etichette.

…..

Paolo Carlo in 140 caratteri: Sono un alchimista della vita, osservo e ascolto molto, sperimento di continuo, vivo di emozioni e cerco armonia con tutto ciò che mi circonda.
Cascina I Carpini in 140 caratteri: Vigne e cantina sono progettate per consentire il mantenimento di condizioni tali affinché uva e vino trovino l’ambiente ideale dove crescere, maturare ed affinare naturalmente.

Se non  avessi fatto il produttore di vino cosa avresti fatto nella vita? Facevo e faccio già il responsabile in diverse divisioni dell’industria, ma non è quello che avrei voluto fare, credo che se avessi potuto scegliere avrei fatto l’inventore o il pianista.

Continue reading Qualche domanda a Paolo Ghislandi

La comunicazione del vino in Italia: lo stato dell'arte

Il 25 novembre si è svolto a Siena il Forum Montepaschi dedicato al vino Italiano, durante il quale sono stati presentati i risultati della ricerca “Il settore vitivinicolo in Toscana e in Provincia di Siena” che ha coinvolto 38 aziende vitivinicole toscane di cui 15 espressione della provincia senese.

Presentato anche l’aggiornamento 2011 dell’Mps Wine Index, il primo “indice di competitività” del vino italiano, riservato alle denominazioni italiane e messo a punto dall’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Io non ero presente così ho chiesto atti e materiali vari che, prontamente, mi sono stati inviati.

Continue reading La comunicazione del vino in Italia: lo stato dell’arte