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(Pseudo) Comunicati stampa ed intolleranze

Qualcuno disse, tempo fa, che il comunicato stampa era morto.
Se lo fosse, ogni giorno avremmo a che fare con centinaia di fantasmi che si aggirano nelle caselle mail di chiunque. Ma i fantasmi, si sa, abitano altri luoghi.

Mi pare evidente che tanto morto non sia: vivo, vegeto e totalmente snaturato.

Bistrattato al punto di essere diventato una manciata di parole, prive di significato, e buttate al vento.

L’ho già detto altrove ma ci tengo a ripetermi: il comunicato stampa è una nota scritta ufficiale dell’azienda o dell’ente destinata ai media, per rendere pubbliche le sue iniziative.
Per essere tale, il comunicato stampa deve contenere una notizia: un nuovo prodotto, una partnership, l’insediamento di un nuovo consiglio direttivo, il lancio di un progetto, il passaggio da agricoltura convenzionale a biodinamica, et similia.
È uno strumento importante, da utilizzare con cura e parsimonia. Non va confuso con una semplice informazione da agenda, con un invito a un evento o con un articolo redazionale. Oggi, dentro e fuori la Rete, sotto “Comunicato stampa” si trova di tutto.

Mal tollero comunicazioni inerenti l’inizio della vendemmia, l’apertura domenicale della tal azienda, la nuova confezione natalizia, etichetatte con “Comunicato stampa”.

Mal tollero quando nell’arco temporale di un mese, l’ufficio stampa dell’Az. Pinco, riesce a mandare dai 3 ai 4 comunicati: credo che nemmeno la FIAT (cit) riesca a produrre tante notizie in un lasso così breve di tempo.

Mal tollero quando lo stesso ufficio stampa, nell’arco di una giornata riesce a mandare dai 5 ai 7 comunicati; figuratevi poi quanto posso essere intollerante se ricevo anche la richiesta di immediata rettifica su comunicazione appena ricevuta: fare un secondo controllo prima di schiacciare su invio? Non usa più? Si perde troppo tempo nella catena produttiva?

In genere questo tipo di comunicazione mi arriva nella casella mail di questo blog, confuso (va a capire perché) per una Redazione o sulla mia casella di posta personale (mistero anche qui). Mal tollero, ma soprassiedo. Anche se, a volte, credo che certi uffici stampa scambino i blogger per feroci divoratori di carta straccia; e questo pensiero, in quanto blogger, mi infastidisce non poco, quasi al limite dell’offesa; e questo pensiero, in quanto professionista della comunicazione (quale mi ritengo), mi infastidisce molto, perché deprivano di valore uno strumento e la categoria professionale.

Ma non posso tollerare che arrivino alle caselle mail dei miei siti istituzionali, quelli dove c’è scritto, bello in grande, “consulente comunicazione e RP” oppure “attività di ufficio stampa”.

Non è tollerabile che un ufficio stampa, confonda un sito di un altro ufficio stampa per una redazione, non solo inviando comunicazioni con preghiera di diffusione ma, oltretutto, facendo sollecito telefonico per la pubblicazione.

E’ assolutamente intollerabile che un’azienda paghi un (sedicente) professionista perché un comunicato stampa (vero o presunto) venga divulgato un tot al kg, a destra e a manca senza nozione di causa, senza verificare quale fine farà.

Prendetevi cura della vostra comunicazione, di voi stessi e dei vostri prodotti, verificando a chi vi state affidando.

Io mi guarderei bene dall’affidare la mia comunicazione a persone che confondono un blog con una Redazione, un ufficio stampa con un giornalista. Potrebbero inviare un comunicato dedicato alla nuova pasta multi-cereali ad una community di celiaci…

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2 comments to (Pseudo) Comunicati stampa ed intolleranze