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Ancora sulla comunicazione sul web

Parto da un dato di fatto: la comunicazione nel mondo del vino, risulta ancora molto trascurata e sottovalutata, sia on che off-line.
Io credo che di ciò sia causa una mancanza di cultura generale relativamente al marketing e alla comunicazione; insomma, è impossibile non comunicare, diceva Paul Watzlawick, quindi tutti siamo in grado di farlo: il consulente, il responsabile RP, l’addetto stampa, il copy…figure sopravvalutate.
Conseguenza di ciò, uno dei grandi limiti del mondo vitivinicolo italiano, ovvero quello di non riuscire a far conoscere la ricchezza della propria offerta, sia in Italia che all’estero.

Focalizzandosi sul web, sono poche le aziende che hanno compreso la grande opportunità che la Rete offre, soprattutto alle aziende di più piccole dimensioni, e soprattutto sono ancora meno le aziende in grado di padroneggiare i social network a fini di comunicazione e promozione.
La comunicazione sui Social Media è ancora percepita come attività transitoria, quasi una moda; approcciata senza strategia, senza pianificazione, senza preparazione, viene svalutata e ridotta, quasi, a mero passatempo.
Aggravante di tutto ciò, il falso mito, la leggenda, che il web sia gratis o che costi poco e che gli investimenti in comunicazione e marketing online siano di lieve entità rispetto a quelli da fare sui media tradizionali.

Tutto questo non è vero, è una leggenda metropolitana.

In questo ambito, si unisce alla succitata mancanza di cultura generale, il fatto di accomunare tutto ciò che riguarda la comunicazione e il marketing online alla tecnologia e “all’uso del computer”.

La leggenda, che si è diffusa a causa di pochi fortunati e sensazionali casi di successo con piccoli budget, deve essere sfatata altrimenti le aziende rischiano di perdere soltanto del tempo: non si può fare una campagna digital senza un buon budget media, il passaparola e la viralità si possono attivare ma soltanto dopo aver raggiunto una massa critica.

E’ vero che con meno di 100 Euro, si può avere un sito web, perché esistono CMS gratuiti, come Joomla! e WordPress o Drupal; vero anche che sono gratuiti l’account su Twitter, la pagina su Facebook e Google+, il canale su YouTube, etc.

Ma avere un account su questo o quell’altro SN, aggiornarli di tanto in tanto, non significa fare comunicazione o marketing o tutte e due le cose.

Quindi, perché investire del denaro (e del tempo, che è comunque denaro) all’interno di uno strumento gestito senza competenza? È come se un’azienda volesse svolgere internamente una qualsiasi altra attività che, per cultura, è da sempre abituata a far fare a terzi.
Realizzare, ad esempio, un catalogo prodotti, impaginarlo, scattare le foto che conterrà, scegliere la carta adatta, è una cosa che un’azienda generalmente non può né vuole (perché impegnata in altre priorità) fare in prima persona.

Implementare una social strategy, o intraprendere attività di comunicazione sui Social Media, non significa solo utilizzare Facebook, Twitter e Youtube: significa sfruttare i diversi canali con un approccio mirato a creare e mantenere relazioni social con i propri interlocutori.
Ogni canale definisce in parte il brand e impone delle regole comunicative: riuscire ad adattare il proprio linguaggio e tono di voce ai diversi mezzi è fondamentale e questo non significa ‘snaturare’ né il proprio brand né il proprio posizionamento strategico.

Progettare una strategia di comunicazione significa soprattutto progettare lo storytelling, che non equivale ad inventare una storia,
Definire una storia di brand non significa solamente progettare tutta la comunicazione multicanale attorno a quella, ma l’intero marketing aziendale: tutti i processi, tutti i touch point, il prodotto, l’offerta. Tutto deve essere coerente con lo storytelling: solo in questo modo saranno i vostri clienti a raccontare, e non a smentire, la storia che avete immaginato per il brand.

 

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1 comment to Ancora sulla comunicazione sul web

  • Totalmente d’accordo e aggiungerei:
    1) E’ molto diffuso il concetto “il sito web me lo fa mio cugino gratis…”. Il cugino, però, di mestiere fa dell’altro e quando ci sarà bisogno di rendere il sito veramente efficace, lui non avrà né tempo né competenze.
    2) Purtroppo, ancora mi sento rispondere: “Non ho bisogno del sito (o altro) perché vendo già tutto il vino che produco”. Alla faccia della lungimiranza…
    3) Gira ancora molto, nel settore del vino (soprattutto tra i piccoli produttori), il pregiudizio che “marketing = male assoluto”. Ad una tavola rotonda, mi è stato addirittura chiesto di non usare la parola marketing nel presentare il mio lavoro…
    Il dato positivo, è che c’è molto spazio di miglioramento!