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Vinitaly, a posteriori

Sabato sera, in risposta ad un amico che mi chiedeva come stessi a poche ore dall’inizio di Vinitaly, la mia risposta è stata come la notte prima degli esami: un misto di ansia da prestazione ed eccitazione, perché Vinitaly è uno dei momenti più importanti dell’anno, stracolmo di aspettative, che piaccia o meno.

Il cambio date, da domenica a mercoledì, mi impensieriva: sembra banale, ma ha obbligato ad una riorganizzazione dei tempi, non solo per la compressione della mole di lavoro da fare in 4 anziché 5 giorni. A posteriori, queste nuove date mi sembrano davvero funzionali: temevo che il mercoledì sarebbe stata una giornata sprecata, ma mi sono dovuta ricredere.

Il mio Vinitaly è andato più o meno da programma, nonostante gli impedimenti tecnici; mi rifersico alla difficoltà (per intere ore, impossibilità) di riuscire a connettersi alla Rete e di riuscire a fare una telefonata (ne han già parlato anche Caffarri, Nadali, e altri) : live twitting saltati, contest andati a remengo, appuntamenti e persone persi, contenuti caricati con ritardi di ore, etc. Diciamo che in questo Vinitaly le PR sono state ben lontane dall’essere digital. Si dice che per l’anno venturo, qualcosa si stia già facendo.

Un Vinitaly, il mio, molto defilato e stanziale che mi ha concesso pochi momenti di immersione tra gli stand: pochi ma buoni, soprattutto per gli incontri, gli amici, gli assaggi.

Leggendo i racconti di Carlo Macchi (Varieitaly e eventualitaly), Fiorenzo sartore (Dopo il Vinitaly 2012: cosa mi è piaciuto, cosa mi è dispiaciuto (svariati i dispiaceri), Slawka Scarso (Vinitaly 2012, un po’ win, un po’ fail), e tanti altri, Vinitaly si conferma l’appuntamento importante per l’eno-mondo, la kermesse debordante che ti mette alla prova (anche fisicamente), insomma, come scrive Filippo Ronco: Vinitaly enoico asse cartesiano, Vinitaly fionda, motore e volano, titanico perno filosofale su cui ruota tutto l’enomondo italiano.

Vinitaly è appena finito e già ci prepariamo alla prossima edizione, con un misto di malinconia e attesa.

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