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Qualche domanda a...Mateja Gravner

Intervista a Mateja Gravner, Responsabile Marketing Operativo per l’azienda CAV. G.B. Bertani srl (Grezzana | VR); l’azienda, fondata nel 1857, produce circa 1.800.000 bottiglie all’anno suddivise in 18 etichette.

Mateja in 140 caratteri: cresciuta tra vigneti, fermentazioni e affinamenti, dopo gli studi di enologia prediligo la strada del marketing e della comunicazione, per spiegare il vino, la sua vita e la sua evoluzione in modo comprensibile a tutti;
CAV. G.B. Bertani in 140 caratteri: storica azienda veronese che da sempre crede e si impegna per valori quali la qualità (dal vigneto al vino imbottigliato), la rispondenza di ciascun vino al suo territorio, senza scorciatoie modaiole.
Se Mateja non avesse fatto il produttore di vino si sarebbe occupata di educazione alimentare o di ospitalità.

Vino è

Un piacere che deve trasmettere una sua storia, emozionare, appagare.

Tre consulenti/professionisti a cui non rinunceresti mai?

Un bravo viticultore, un bravo cantiniere e … venditori appassionati

Se dico ‘vino-nicchia’ e ‘vino-industria’, cosa intendi tu? Qual è la differenza?

L’anima, nel secondo non c’è. E non è solo questione di numero di bottiglie prodotte.

Secondo te il settore vino a che punto si trova con la comunicazione?

Agli albori, ma forse è meglio così.

Cosa manca secondo te alla comunicazione del mondo del vino?

La chiarezza e la semplicità, il consumatore ha bisogno di capire ciò che diciamo, non di banalità né di paroloni che coprano l’inconsistenza di molti prodotti.

Per la comunicazione della tua azienda ti affidi ad un consulente?

no

Comunicare il vino per te significa?

Trasmettere ciò che siamo, ciò che facciamo e come lo facciamo.

Quali cose ti piacerebbe fossero maggiormente messe in risalto nella comunicazione della tua azienda?

La storia e l’attualità della nostra produzione (che sono un po’ a stessa cosa).

Come ti immagini la tua azienda fra cinque anni?

Con un’immagine più vicina alla realtà aziendale, un po’ più attiva.

come ti immagini il mondo del vino tra cinque anni?

Spero meno confuso.

oltre le tue quali sono le bottiglie che non mancano mai nella tua cantina?

In realtà assaggio spesso ma bevo poco (molto poco, mi dicono) , per cui devono essere vini molto ma molto buoni. Niente nomi, mi lapiderebbero.. 😉

Qual è il vino di punta della tua azienda?

L’Amarone Classico, la via più integra dell’Amarone; Ognisanti, la Valpolicella nella sua massima espressione; Secco-Bertani, un buon vino può rimanere tale per molti decenni, senza piegarsi alle mode.

Quale la maggiore difficoltà riscontrata nel venderlo?

Non sono vini “modaioli” per la loro integrità.

Qual è la maggiore difficoltà nel comunicarlo?

Classico, tradizionale non significa vecchio, banale e, di solito, non stanca.

Tre aggettivi che descrivono il tuo consumatore ideale.

Curioso, attento, sperimentatore.

Tre aggettivi per descrivere il consumatore abituale dei tuoi prodotti.

Conoscitore, tradizionale.

Quali strumenti usi per la comunicazione della tua azienda e dei tuoi vini?

Manifestazioni, cataloghi, sito web, socia media (da poco), incontri in cantina e presso clienti.

Hai un ufficio stampa? Personale interno o agenzia esterna?

Interno (poco attivo, non c’è tempo!)

Quali strumenti “social”? (Facebook, blog, altri SN, altro)

Facebook.

Del Web, in generale, cosa ti piace e cosa no?

La facilità e la velocità, che spesso ingannano perché serve comunque tempo per tenere tutto aggiornato e coordinato.

Il web è ormai parte della nostra vita sociale. Come pensi che questo sistema di relazioni possa aiutare il settore del vino?

Dando voce a chi non ha i mezzi per sostenere altri tipi di comunicazione e permettendo una comunicazione diretta, senza filtri.

Il web ed i suoi strumenti possono essere utili per un prodotto di nicchia?

Sicuramente.

Cosa ti hanno dato e cosa ti hanno tolto i social media?

Più conoscenza (sia ricevuta che fornita) togliendo tempo, tempo, tempo.

La presenza dell’azienda sui Social Media, è stata progettata da un consulente/agenzia o da voi, in totale autonomia?

In autonomia.

3 consigli che daresti ad un giovane che volesse intraprendere questa avventura.

Se la affronti come avventura, lascia stare, è una scelta –totalizzante – della vita. Solo molta passione può sostenere una vita di studio e ricerca necessaria per produrre buon vino.

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