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Viti-cultura

La verità è che la viticoltura in Trentino la portano avanti i pensionati. Hanno già un reddito ed allora … non costano. Monti, il presidente, ha portato l’età pensionabile a 67 anni e a quell’età aumenterà pure la saggezza, ma calano le forze; fino a 50-60 anni si può ancora fare il viticoltore, dopo diventa difficile.

La prospettiva di abbandono della vitivinicoltura di montagna, quella tanto sbandierata, rischia di sparire sul serio, perché con gli investimenti fatti nei momenti felici/drogati e con i rendimenti in calo, non si troverà più un giovane disposto a passarsi 600 ore nel vigneto. (*)

Queste righe mi sono entrate in testa e mi han fatto fatto tornare alla mente pensieri e riflessioni; mi è tornata in mente la frase ‘il vino si fa in vigna, non in cantina’. Il vino lo fanno, fondamentalmente, i viticoltori.

I viticoltori sono per lo più anziani, forse davvero solo i pensionati citati nell’articolo; i giovani sono pochi, non solo perché il lavoro è faticoso, ma soprattutto perché fa guadagnare il minimo necessario, perché si impegnano altrove, magari provando a vendere.
Ora la vitivinicoltura rischia di sparire sul serio, per lo meno quella dei piccoli appezzamenti, quella delle poche migliaia di bottiglie che se non aiutano il PIL aiutano a prendersi cura di un territorio e di un terroir.
Accadrà così che interi territori agricoli verranno abbandonati o, peggio, destinati a forme d’investimento diverso, più remunerativo dal punto di vista economico. Certi paesaggi, certi terroir, verranno stravolti, e diventeranno un lontano ricordo nella nostra mente e nel nostro cuore.
Il sapere, quello degli anziani, quello dell’esperienza, quello di chi ha visto stagioni sfilare davanti agli occhi, di chi sa quanta differenza ci sia tra il tagliare al cm giusto o un po’ più in giù, insomma la viti-cultura, andrà sprecato perché assente chi è in grado di raccoglierlo e farlo proprio.
Esattamente come è successo per certe arti e certi mestieri, certe culture e certe tradizioni.

Mi viene in mente che, forse, varrebbe la pena di investire in questo patrimonio, misto di paesaggio, territorio, storia, cultura.

(*) I conti della serva, 3 | TrentinoWineBlog

[Fotocredit Mondo del gusto]

 

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1 comment to Viti-cultura

  • Il problema è gravissimo e a preoccupare non è solo l’aspetto culturale, ma il rischio è che non sia in un prossimo futuro manodopera sufficiente per la viticoltura. Il mio osservatorio riguarda alcune aree vitucole della Campania, dove credo non ci sarà ricambio generazionale e dove le superfici coltivate sono troppo piccole per risultare appetibili alle poche aziende presenti in queste aree. Si corre purtroppo il rischio di perdere molta della superficie vitata di qualità