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Qualche domanda a...Camilla Monteverdi

Intervista a Camilla Monteverdi, Responsabile Ufficio Export Monteverdi Vini srl (Borgo San Giovanni | LO)e Direttore Monteverdi Italian Wines Hong Kong; l’azienda, fondata nel 1796 (la prima cantina moderna risale al 1920), produce circa 2.000.000 all’anno suddivise tra 150 etichette.

Camilla in 140 caratteri: 25 anni, laureata in Lingue un anno fa, sto scoprendo la passione per il vino e vorrei trasmettere la cultura, la fatica, il lavoro e la passione che si trovano dietro una bottiglia di vino.
Monteverdi Vini in 140 caratteri: Azienda familiare imbottigliatrice di vini provenienti da tutta Italia. Offriamo prodotti a nostro marchio, etichette personalizzate e rappresentiamo diverse aziende in Italia e all’estero.

Se Camilla non avesse fatto il produttore di vino avrebbe fatto qualsiasi altra cosa che le avesse dato la possibilità di conoscere tanta gente e comunicare, in lingue straniere, la storia di un prodotto interessante.

Vino è…

…una continua scoperta.

Tre consulenti/professionisti a cui non rinunceresti mai?

Uno: mio padre. Poi cerco sempre di mantenere i contatti con chi mi può insegnare qualcosa sia che si tratti di un produttore, un rappresentante, un ristoratore. Sono giovane, nuova nel settore, ho voglia e bisogno di imparare!

Se dico ‘vino-nicchia’ e ‘vino-industria’, cosa intendi tu? Qual è la differenza?

Vino nicchia: prodotti di alta immagine, alto prezzo, alta qualità. C’è però un rischio: sempre più spesso (in particolare all’estero in quelle situazioni in cui il vino non ha ancora un mercato maturo) l’alto prezzo non corrisponde a un altrettanta alta qualità. Vino industria: qualcosa di positivo perché il prodotto è più facilmente accessibile sia in termini di quantità, che di prezzo e in cui anche la qualità migliora di giorno in giorno.

Secondo te il settore vino a che punto si trova con la comunicazione?

Per quanto riguarda l’estero (specialmente l’Asia) molto indietro. In Italia vedo il rischio di confusione tra poesia e una comunicazione invece reale che possa aiutare la vendita del prodotto.

Cosa manca secondo te alla comunicazione del mondo del vino?

Una comunicazione reale incentrata sul prodotto e sulla storia e la cultura da cui proviene.

Per la comunicazione della tua azienda ti affidi ad un consulente?

No

Comunicare il vino per te significa?

Comunicare il mio lavoro.

Quali cose ti piacerebbe fossero maggiormente messe in risalto nella comunicazione della tua azienda?

La capacità di selezionare e imbottigliare i migliori prodotti.

Come ti immagini la tua azienda fra cinque anni?

Sempre più internazionale e particolarmente affermata sui mercati asiatici MA spero anche nel consolidamento di rapporti già esistenti (e anche di nuovi!) sul mercato italiano.

Come ti immagini il mondo del vino tra cinque anni?

Asiatico per quanto riguarda la vendita; diffuso sui social network per quanto riguarda la comunicazione.

Oltre le tue quali sono le bottiglie che non mancano mai nella tua cantina?

Quelle di tutte le aziende con le quali negli anni si è instaurato un rapporto di stima e fiducia reciproche. Di queste aziende abbiamo la rappresentanza all’estero così da poter offrire ai nostri clienti un’offerta il più variegata possibile e mi riferisco a Zanoni, Cantine Menhir Salento, Poderi di San Pietro, Dodiciettari, Clarabella, Nobili di Toscana, La Basia e molte altre.

Qual è il vino di punta della tua azienda?

La Linea GEMMA: selezione di vini di alto grado provenienti dal sud Italia.

Quale la maggiore difficoltà riscontrata nel venderlo?

Il fatto che siamo imbottigliatori fuori zona di produzione.

Qual è la maggiore difficoltà nel comunicarlo?

Nessuna in particolare.

Tre aggettivi che descrivono il tuo consumatore ideale.

Senza pregiudizi, curioso, moderato.

Tre aggettivi per descrivere il consumatore abituale dei tuoi prodotti.

Senza pregiudizi, curioso, moderato!

Ogni tuo cliente quante bottiglie acquista, in media, in un anno?

Privati: circa 150. Esercente: circa 1500. Grossista: oltre 15.000

Quali strumenti usi per la comunicazione della tua azienda e dei tuoi vini? (comunicati stampa, sito web, app, manifestazioni, cataloghi, Social Media, altro)

Riponiamo la massima fiducia nel passaparola positivo sui nostri prodotti e più in generale sul nostro modo di lavorare. Ultimamente ci stiamo concentrando sui Social Media che secondo noi sono più interessanti del sito web perché danno informazioni quotidiane sull’azienda e sono più dinamici.

Hai un ufficio stampa? Personale interno o agenzia esterna?

No

Quali strumenti “social”? (Facebook, blog, altri SN, altro)

Innanzitutto ci stiamo concentrando su Facebook e vorremmo iniziare ad utilizzare anche Google+ e Twitter. Dato che sul mercato cinese Facebook è bloccato sarebbe utile anche usare QQ.

Del Web, in generale, cosa ti piace e cosa no?

Amo la velocità e la visibilità che può generare in poco tempo. Dei Social media adoro il fatto che si possa riuscire ad entrare in contatto facilmente con il target di clienti che cerchiamo. E’ anche interessante entrare in contatto con professionisti dello stesso settore con cui condividere le esperienze e imparare da loro. Non credo ci siano lati negativi, il mondo dal punto di vista della comunicazione sta cambiando e bisogna sfruttarne al massimo il potenziale.

Il web è ormai parte della nostra vita sociale. Come pensi che questo sistema di relazioni possa aiutare il settore del vino?

Per quanto ci riguarda dà una maggiore visibilità dei nostri prodotti e ci aiuta a mantenere contatti frequenti con i nostri clienti, sia reali che potenziali.

Il web ed i suoi strumenti possono essere utili per un prodotto di nicchia?

L’importante è che il prodotto abbia realmente le qualità che dichiara.

Cosa ti hanno dato e cosa ti hanno tolto i social media?

Ci aspettiamo molto, non ci hanno tolto nulla.

La presenza dell’azienda sui Social Media, è stata progettata da un consulente/agenzia o da voi, in totale autonomia?

E’ stata progettata da me in totale autonomia. Appena laureata, amante di Facebook ho deciso di provare ad aumentare la visibilità della nostra azienda con questo strumento. E’ partito quasi come un gioco ma sta dando dei buoni risultati.

3 consigli che daresti ad un giovane che volesse intraprendere questa avventura:

Dare credito alle proprie capacità e passioni; seguire qualcuno da cui imparare il mestiere (anche se ciò potrebbe implicare NIENTE stipendio all’inizio, ma è l’unico modo per imparare qualcosa;  creare del lavoro, inventare qualcosa perché questo sarà positivo non solo per lui ma per tutto il nostro Paese soprattutto in questo momento. L’Italia è un popolo di lavoratori, fantasiosi e creativi e questa è la sua speranza!

Vuoi aggiungere altro?

Se vi capita, assaggiate i nostri vini e venite a trovarci!

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