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Qualche domanda a Chiara Martinotti

Intervista a Chiara Martinotti, Responsabile commerciale di Cascina Gilli; l’ azienda, fondata nel 1983, produce circa 130.000 bottiglie all’anno suddivise su 11 etichette.

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Chiara in 140 caratteri: questa sua foto vale ben più di 140 caratteri.

Vino è…

Alimento, storia, cultura, piacere.

Tre consulenti/professionisti a cui non rinunceresti mai?

Bruno Tamagnone, il nostro enologo, Giovanni Matteis l’agronomo. Le due colonne della nostra azienda.

Se dico ‘vino-nicchia’ e ‘vino-industria’, cosa intendi tu? Qual’è la differenza?

Vino nicchia per me è il vino autentico, quello che racconta di una terra e di chi lo produce, un vino che va ascoltato e che può anche generare grandi emozioni. Il vino industria è il vino veloce, immediato, spesso vuoto o mortalmente noioso.

Secondo te il settore vino a che punto si trova con la comunicazione?

La comunicazione è chiaramente spesso legata alla dimensione/capacità finanziaria dell’azienda. E’ chiaro che Zonin può permettersi una presenza sulle testate che Cascina Gilli neanche si sogna.
Più in generale comunque direi che il settore del vino è in molti casi ancora un settore legato più al fare che al comunicare. Anche se l’approccio credo stia lentamente cambiando in questi anni.

Cosa manca secondo te alla comunicazione del mondo del vino?

La polifonia. Mi piacerebbe che più piccoli produttori si raccontassero e non sempre i soliti noti.

Per la comunicazione della tua azienda ti affidi ad un consulente?

No

Comunicare il vino per te significa?

Significa trasmettere alle persone la curiosità, il gusto e il rispetto per i vini che amo.

Quali cose ti piacerebbe fossero maggiormente messe in risalto nella comunicazione della tua azienda?

La passione e l’impegno di Cascina Gilli nel salvaguardare e riqualificare vitigni autoctoni di queste colline, come appunto la Freisa d’Asti o la Bonarda Piemontese.

Come ti immagini la tua azienda fra cinque anni?

Beh, non la vorrei troppo diversa da come è oggi.

Come ti immagini il mondo del vino tra cinque anni?

Oscillo tra una visione (apocalittica) di pochi enormi aziende, piu finanziarie che vinicole, che si inglobano i piccoli e una visione (idilliaca) di tanti piccoli produttori, autentici che prosperano lavorando con rispetto le loro uve.

Comunque…la vedo dura.

Oltre le tue quali sono le bottiglie che non mancano mai nella tua cantina?

Teroldego, Pinot nero, Nebbiolo, Ruchè, Sauvignon, Franciacorta

Qual’ è il vino di punta della tua azienda?

La Freisa, coniugata in tutte le sue versioni: vivace, ferma, barricata.

Quale la maggiore difficoltà riscontrata nel venderlo?

Freisa? What’s Freisa??

Qual’è la maggiore difficoltà nel comunicarlo?

Comunicarlo è più facile che venderlo.

Tre aggettivi che descrivono il tuo consumatore ideale.

Curioso, aperto, amante del buon vino!

Tre aggettivi per descrivere il consumatore abituale dei tuoi prodotti.

Piemontese, un po’ conservatore, amante del buon vino!

Quali strumenti usi per la comunicazione della tua azienda e dei tuoi vini? (comunicati stampa, sito web, app, manifestazioni, cataloghi, Social Media, altro).

Non facciamo molta pubblicità su carta stampata, partecipiamo alle manifestazioni che riteniamo rilevanti, abbiamo un sito web che ci piace molto, cerchiamo di essere presenti sul territorio partecipando ad alcune manifestazioni locali. Puntiamo molto sul passa parola.

Hai un ufficio stampa? Personale interno o agenzia esterna?

No, le dimensioni piccole dell’azienda non lo richiedono.

Quali strumenti “social”? (Facebook, blog, altri SN, altro)

Twitter e Facebook.

Del Web, in generale, cosa ti piace e cosa no?

Mi piace la rapidità, la possibilità di informarsi velocemente su tutto e reperire informazioni anche datate su quasi ogni argomento. E’ geniale, per una come me nata pre-web.

Il web è ormai parte della nostra vita sociale. Come pensi che questo sistema di relazioni possa aiutare il settore del vino?

Come per ogni cosa che entra nel web, può rapidissimamente far passare informazioni. In generale poi obbliga il mondo del vino a uscire allo scoperto, a raccontarsi, e quindi anche a mettersi un po’ in discussione.

Il web ed i suoi strumenti possono essere utili per un prodotto di nicchia?

Certo, è una grandissima opportunità. A costo quasi zero.

Cosa ti hanno dato e cosa ti hanno tolto i social media?

Mi hanno dato la possibilità di conoscere e comunicare con persone in ogni parte del mondo che altrimenti non avrei avuto modo di contattare. Raccontare la freisa a un australiano o a un canadese via twitter mi piace un sacco. Non mi hanno tolto proprio niente.

La presenza dell’azienda sui Social Media, è stata progettata da un consulente/agenzia o da voi, in totale autonomia?

Totale autonomia, o meglio: su consiglio del mio carissimo amico Vittorio Tirebouchon, a cui sarò sempre molto riconoscente.

3 consigli che daresti ad un giovane che volesse intraprendere questa avventura.

Mi astengo.

[ Photo Credits Soavemente]

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