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Marketing 3.0

Ho da poco terminato il libro “Marketing 3.0: dal prodotto, al cliente, all’anima” di Philip Kotler: un libro pieno di spunti e di esempi che si legge d’un fiato.

Ebbene sì, senza quasi accorgercene, siamo già al 3.0.

Per descrivere il Marketing 1.0, quello focalizzato sul prodotto, originato per effetto degli sviluppi delle tecnologie produttive durante la rivoluzione industriale, Kotler cita una famosa affermazione attribuita a Henry Ford: “I clienti possono acquistare l’auto di qualsiasi colore, purché sia nero“.

Il marketing 2.0 è nato nell’attuale era dell’informazione, quella centrata sulle tecnologie informatiche: i consumatori sono ben informati e possono mettere a confronto le varie offerte.

La maggior parte delle aziende ha fatto propria la regola aurea che il cliente è re e i clienti accolgono con soddisfazione le attenzioni riservate alle loro esigenze e ai loro desideri. Il consumatore, quindi, al centro di tutto, anche bersaglio passivo delle campagne di marketing.

Secondo Kotler, anche il marketing 3.0 si propone di soddisfare i consumatori ma con una rilevante differenza: le imprese che lo applicano possiedono anche missioni, visioni e valori volti a dare un contributo al mondo. In altre parole vogliono anche fornire soluzioni ai problemi della società. Dunque, il marketing 3.0 integra marketing emozionale e marketing “umano”.

Ora la nuova andata tecnologica diventa il principale fattore della nascita del marketing 3.0.

Uno dei fattori abilitanti di queste tecnologie e l’affermarsi dei social media, classificabili in due categorie: una comprende social media espressivi, tra cui i blog, Twitter, YouTube, Facebook, i siti di condivisione foto come Flickr e altri siti di social networking; l’altra annovera i media collaborativi, di cui è un esempio Wikipedia.

Kotler formula i nuovi 10 comandamenti del marketing 3.0.

Primo comandamento | Ama i tuoi clienti e rispetta i tuoi concorrenti

La differenza sostanziale tra emozioni e ragione è che l’emozione porta all’azione, mentre la ragione conduce a conclusioni“.(Donald Calne)

Le decisioni di acquistare e di restar fedeli a una marca è fortemente influenzata dalle emozioni.

Bisogna poi rispettare concorrenti, in considerazione, anzitutto, del principio che la loro presenza contribuisce ad ampliare il mercato: privo di concorrenza al suo interno, infatti, il settore si sviluppa più lentamente.

Monitorando i concorrenti, inoltre, si riescono a mettere meglio a fuoco non so le loro, ma anche i propri punti di forza e di debolezza: una consapevolezza che può rivelarsi molto utile all’impresa.

Secondo comandamento | Attenti al cambiamento, pronti a cambiare

I mercati e il panorama dei business cambiano in continuazione;  se l’impresa non ha orecchie particolarmente sensibili a questi cambiamenti e non è in grado di prevenirli, rischia una rapida obsolescenza e, alla fine la scomparsa.

Terzo comandamento | Tutela il tuo nome, sii chiaro circa la tua identità

Nel marketing il brand è tutto (o quasi). Se due prodotti sono della stessa qualità, il potenziale cliente tenderà di acquistare quello col brand più forte.

Le imprese devono rendere molto chiare al proprio mercato obiettivo il posizionamento la differenziazione del proprio nome: rendete chiari i vostri valori e non derogatevi mai.

Quarto comandamento | I clienti sono diversi: rivolgetevi anzitutto a quelli cui puoi offrire i massimi vantaggi

Focalizzatevi sui consumatori a cui potete portare il massimo dei vantaggi e il massimo del beneficio.

Quinto comandamento | Offri sempre il massimo ad un prezzo equo

Non si dovrebbero mai vendere prodotti scadenti ad un prezzo alto.

Il vero marketing è equo: i prezzi prodotto devono essere congruenti. Chi inganna il consumatore spacciando un prodotto scadente per alta qualità è destinato a perdere tutti clienti. Fissate prezzi equi e congruenti con la qualità proposta.

Sesto comandamento | Sii sempre disponibile e diffondi la buona novella

E’ buona regola farsi che i clienti non abbiano difficoltà a relazionarsi con l’impresa: aiutate quindi i vostri potenziali clienti a trovarvi.

Settimo comandamento | Fatti una clientela, mantiene la crescita

Una volta conquistati dei clienti occorre mantenere coloro delle buone relazioni, trasformandoli in clienti per tutta la vita.

Ottavo comandamento | Qualunque sia il tuo business, è un servizio

Ogni impresa è un’impresa di servizi, perché ogni prodotto reca in sè anche un servizio.

Le imprese devono capire la necessità di fare di tutto affinché i loro valori aziendali, che trovano espressione nei prodotti e nei servizi forniti, abbiano un impatto positivo sulla vita dei consumatori.

Nono comandamento | Affina costantemente i tuoi processi di business a livello di qualità, costa e risultati

Chi si occupa di marketing ha come compito primario il miglioramento costante di qualità, costo e risultati dei processi di business per impresa.

Decimo comandamento | Raccogli tutte le informazioni appropriate, ma poi decidi in base al buon senso

Questo principio ci ammonisce circa l’esigenza di non smettere mai di imparare, imparare e ancora imparare.

Sono infatti le conoscenze l’esperienza accumulata in passato a determinare le decisioni che si prendono per oggi e per il domani.

I manager accorti non guardano soltanto all’impatto finanziario delle decisioni che prendano.

Con quest’ultimo comandamento, il più bello secondo me,  Kotler ci chiede di riappropriarci delle nostre facoltà di discernere e decidere, basandoci anche sul nostro lato umano.

Pensando alle aziende del settore del wine&food, mi sembra che siano tra le realtà più adatte ad incarnare i principi del marketing 3.0.

Il vino, e chi lo produce, sono componenti imprescindibili della zona d’origine, dell’area di produzione, promotori naturale del territorio, delle storia e della tradizioni e quindi di valori e di principi.

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