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Caro 'collega', scrivi proprio male

Stamattina io e altre 90 persone abbiamo ricevuto una mail con oggetto “DEGUSTA BLOGNEWS – fresh e-newszine”.
Nonostante anche la mia casella sia invasa dallo spam, dedico sempre qualche minuto per dare un’occhiata alle comunicazioni che mi arrivano, giusto per capire, orientarmi, tentare di cogliere del buono (almeno informazioni) da quello che viene scritto/proposto.
L’indirizzo a cui ho ricevuto questa mail è quella di questo blog e sono abituata a ricevere inviti a partecipare, a degustare, a diffondere, attraverso questa piattaforma; come già detto, però, scrivo per il vino e non di vino, ma soprassiedo e in genere leggo.

Ma la mail ricevuta stamane è terribile, sia nella forma che nel contenuto.
Ma ancor più terribile è pensare che chi l’ha spedita ha pure ricevuto un compenso.
Incipit da strabuzzo:

“Alla food blogger community italiana
A tutti FOOD BLOGGER in indirizzo
Cari amici, blogger, raga,
qui c’è pane per i vostri denti, sale per la vostra zucca, cibo per la vostra creatività … allo stato puro.”

Amici è una parola grossa, ma raga è peggio: siamo in un bar anni ’80, a farci la birretta con gli amici (veri), o stiamo facendo comunicazione, seria, di un’azienda o di un prodotto? Per un certo tipo di comunicazione il linguaggio confidenziale, easy, può andare bene, ma che non sia la norma. Ma qui siamo andati ben oltre l’easy, secondo me.

Quello che in gergo viene chiamato ‘cappello’ è :

“Nell’appuntamento di oggi vorrei segnalarvi 2 notizie ABARTH – vi prego di condividere, valutare e commentare attraverso le vostre piattaforme comunicative.”

Pensavo di sapere tutto sulla comunicazione e invece… Io le notizie Abarth, non le conosco.
Poi chiedono di fare attraverso le piattaforme comunicative: immagino che si riferiscano al mio blog, la mia pagina su FaceBook, etc. Anche qui, però, sia la terminologia che l’obiettivo, rimangono alquanto approssimativi.

La mail prosegue con errori di digitazione e grammatica a profusione:

il più prestigioso dei formaggio
evento “mani nel parmigiano preggiano” (deve essere una nuova tiplogia a me sconosciuta)
far conoscere l’imponente gamma
innovativa gamma di prodotti che SACLA’immette quotidianamente sui mercati
dopo il video Saclà vi prende per mano

Facendo riferimento alle novità “di quelli della SACLA’“, tra le altre spunta questa frase: “ecco il calendario che vi preghiamo di piazzare subito nei vostri blog“.
Ma dico? Vi preghiamo di piazzare?

Caro ‘collega’, scrivi proprio male…

La mail si conclude con:

Questa BLOGNEWS é stata inviata a 91 foodblogger italiani nel mondo.

  • Vuoi comunicare un indirizzo ulteriore per essere sempre informato?
  • Vuoi segnalarci un tuo amico o collega foodblogger?
  • Vuoi suggerire una notizia utile per altri foodblogger?
  • Vuoi mandare un commento, un messaggio, una segnalazione?
  • Scrivi a  XXX

L’obbligatoria domanda “Se non desideri più ricevere le nostre comunicazioni, puoi cancellarti così”, non compare da nessuna parte.

Riavuti dallo sconcerto e dallo sconforto, sorgono spontanee le domande: ma il Consorzio del Parmigiano Reggiano sa a chi ha affidato questo incarico? E paga pure? E la Saclà, sa che si parla di lei e per lei in questo modo? E paga pure?

Questo non è solo un esempio di cattiva comunicazione ma, a mio avviso, di mancanza di professionalità; ennesimo regalo a quanti non percepiscono il mestiere del comunicatore come un mestiere vero.

13 comments to Caro ‘collega’, scrivi proprio male

  • Non mi stupisco… in Italia non mi stupisco di nulla.. sarà la figlia o il figlio di qualcuno che già lavora lì, o la moglie, o la cugina, o la nipote del cugino… insomma, sicuramente non è lì per le competenze… come del resto il 90% della gente che lavora in Italia… bye bye Italy!

  • Un’email veramente sorprendente per il linguaggio e lo stile. Spero fosse uno scherzo, perché raga veramente fuori da ogni logica.

    Ultimamente le email ricevute in quanto blogger non sono meno sorprendente. In una mi han chiesto a bruciapelo, senza specificare chi fossero e perchè mi contattassero, di dargli il DB ed il mittente era un’agenzia di comunicazione.

  • Cara Pamela,
    come abbiamo avuto modo di osservare più volte ormai, internet ha dato modo a tanti (troppi) pseudo professionisti sedicenti di inventarsi un ruolo e venderlo pure.
    Questo produce una serie di inevitabili “effetti indesiderati” che chiunque usi il web per lavorare conosce e fra i tanti i più ricorrenti sono :
    1) Proliferare di comunicati di ogni genere
    2) Sovraproduzione di contenuti, alcuni dei quali se non inutili addirittura controproducenti
    3) Diffidenza verso il mezzo per chi timidamente prova ad avvicinarcisi
    4) Sfiducia verso il mezzo stesso ed i suoi operatori
    … e ce ne sono altri ancora…
    Quello che fa pensare, ma io potrei dire indignare soprattutto chi il web lo vive seriamente, è la leggerezza con la quale certe cose vengono messe sulla rete.
    Confidiamo sempre che il meccanismo di autodifesa insito nel web stesso funzioni bene..
    Ciao
    Paolo

  • Rossella la mail non era uno scherzo, purtroppo.
    Ci sono professionisti, o sedicenti tali, che chiedono e/o propongono, cose fuori da ogni logica; tu, come blogger, lo vivi sulla tua pelle.
    Io, che sto dall’altro lato, mi sento mortificata perché non è così che si lavora.

    Magda, sicuramente il problema competenze è uno dei più evidenti e concreti in Italia; che sia solo italiano, non credo, ma forse tu hai trovato una dimensione diversa e allora bonne chance 🙂

  • si, hai ragione che non è un problema solo italiano.. ma in campo di nuove tecnologie sono un pò più attenti, almeno nel mio entourage.. credo che internet abbia dato a troppa gente in Italia l’opportunità di estremizzare la nostra caratteristica FAI DA TE, nostra forza ma anche nostra debolezza…
    Comunque anche qui, incompetenti spesso dove non dovrebbero esserci, gente che ieri era un commerciale e oggi è il “social media manager” di un’agenzia… senza manco conoscere lontanamente ad esempio le basi della teoria della comunicazione…
    Grazie Pamela per aver condiviso questa cosa.. io non leggo più i comunicati stampa ecc.. 😛

  • Paolo, il web ha ‘aperto le gabbie’, consentendo, poi, di andare a far danni anche fuori.
    L’autodifesa è insita nel web, sono d’accordo, ce lo siamo detti in più occasioni; ma il ‘fuori’ (che brutto termine) non è immune e si possono far tanti danni anche lì.

  • Magda, sottoscrivo la tua frase “credo che internet abbia dato a troppa gente in Italia l’opportunità di estremizzare la nostra caratteristica FAI DA TE, nostra forza ma anche nostra debolezza…”.

    Solo una nota: i mittenti della mail lavorano in ambito comunicazione (non sul web) da qualche anno.

  • mi è venuta voglia di mandare una mail con CANCELLAMI dalla TUA preziosa Mailing List.
    Ridicolo è dir poco

  • Mi auguro che il pezzullo non sia stato scritto dal direttore della testata che pur ha “piazzato” la firma in fondo al comunicato.

  • Quando un’azienda avviata decide di ampliare il suo core business con nuove opportunità, quasi sempre, ho avuto modo di vedere, le affida all’ultimo arrivato, il più delle volte incompetente, il più delle volte figlio o parente del titolare.. che così “si fa le ossa” e se fa danni “poco importa”
    Probabilmente stiamo parlando di questo e probabilmente questi signori non si rendono conto che ai tempi d’oggi i danni ci sono e sono permanenti.
    Ciao
    Paolo

  • Sai Sandra che non ho capito a chi ti riferivi.
    Se a me o alla redazione che ha inviato la mail.

    Per quel che mi riguarda, nei miei mailing c’è sempre la noticilla con le istruzioni per non ricevere più comunicazioni; al di là del fatto che, frequentandosi anche nei social, abbiamo molti strumenti per dirci le cose.

  • ma Pam!!! a loro ovvio 🙂
    Come potrei?? Tu nn mi disturbi mai cara!
    Ho controllato, ma nn mi sembra di aver trovato la noticina per cancellarsi dalla mailing list

  • Era giusto per evitare fraintendimenti 🙂
    C’è un link, in genere: al prossimo mailing controlla 😉
    o inoltrami quella in cui non l’hai trovato così verifico.

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