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Produttività, fluidità e IPad

Sono entrata in possesso del mio primo tablet, un Ipad2 per la precisione, lo stesso giorno in cui è stato immesso sul mercato italiano.
A distanza di quattro mesi, è diventato parte integrante del mio quotidiano: ha trovato il suo spazio nella borsa, sul comodino, sul telo da spiaggia, sulla panchina del parco giochi, in giro per casa.
Anche le bimbe lo hanno farcito di app per giocare, leggere, disegnare, curiosare, con la massima libertà (si possono impostare opportune restrizioni di utilizzo).
Io lo considero un block notes interattivo: prendo appunti, mostro slides e documenti a clienti e collaboratori, rivedo le foto delle ultime vacanze, segnalo articoli interessanti, detto relazioni che con poche semplici correzioni sono pronte all’uso.

Leggendo quest’articolo su Apogeo, non ho potuto, quindi, che condividerne molti passaggi e molti pensieri.

La fluidità è il futuro | L’iPad sta per trasformarsi in un dispositivo che useremo in modo fluido durante tutta la giornata, in compagnia dell’iPhone (o di un dispositivo equipaggiato con Android).

A distanza di quattro mesi, è diventato parte integrante del mio quotidiano: ha trovato il suo spazio nella borsa, sul comodino, sul telo da spiaggia, sulla panchina del parco giochi, in giro per casa.
Anche le bimbe lo hanno farcito di app per giocare, leggere, disegnare, curiosare, con la massima libertà (si possono impostare opportune restrizioni di utilizzo).

Consumo start and stop | Stiamo assistendo esattamente allo stesso fenomeno con l’iPad. Il comportamento degli utenti per i contenuti legati alla lettura si basa sui vecchi modelli. Leggiamo le riviste digitali come leggiamo quelle cartacee. Qualcosa che facciamo la sera, per rilassarsi nella comodità del nostro salotto o del nostro letto. Ma proprio come con la radio, la gente sta cominciando a rendersi conto che l’iPad fornisce un livello maggiore di libertà. E rispetto alla radio, l’iPad è infinitamente più flessibile. Le modalità secondo le quali le persone gestiscono il proprio tempo sono destinate a cambiare.
Un mondo in cui si consuma ogni volta che abbiamo un momento. Un mondo in cui si mescola il consumo con la condivisione e la comunicazione con le persone intorno a noi (a livello globale). Un mondo in cui non siamo tenuti a sederci dietro un computer per lavorare. Un mondo in cui una combinazione di dispositivi ci consente di essere più produttivi. Un mondo in cui il “quando” e il “come” facciamo qualcosa si basa su esigenze individuali e non sul mercato di massa o prime-time.

La tavoletta è sempre con me non tanto perché crea dipendenza (la mia è più dipendenza da connessione che dallo strumento, ma questa è incurabile), quanto perché si possono colmare i tempi vuoti facendo qualcosa di utile, di produttivo ma anche di piacevole. Io ho sempre avuto un libro, una rivista, un giornale da leggere, ma con la tavoletta è diverso: a seconda del momento, del tempo a disposizione del grado di concentrazione, dell’umore, posso scegliere cosa leggere: risponde meglio ad alcune mie esigenze. Starp&Stop insomma

Produttività da reinventare | Il vero trend è quello che ci dice come l’iPad sta per trasformare il modo di lavorare.[…]L’iPad (e i tablet in generale) stanno per rivoluzionare il modo di lavorare. Non sono solo dispositivi dedicati al consumo, anche se questo è l’utilizzo principale che se ne fa. Sono altro che ancora non vediamo perchè non è stato ancora esplorato il reale potenziale di questo strumento.

Non so se sono ‘più produttiva’, non credo, però il mio lettore di feed non mi da più il buon giorno con ‘hai millemila articoli da leggere’:per me è un discreto successo il rimanere sufficientemente aggiornata sugli argomenti che mi interessano e se riesco a farlo mentre faccio la cyclette o guardo un film, sono doppiamente contenta.

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