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Le aziende vinicole secondo l'ISTAT

Sono stati diffusi ieri i dati provvisori del 6° censimento Censimento Generale dell’Agricoltura prodotto da ISTAT .

“Le aziende agricole diminuiscono del 32,2% mentre cresce del 44,4% la loro dimensione media: oggi sono 1.630.420, il 32,2% in meno del 2000, per un totale di 12.885.186 ettari di Sau – Superficie Agricola Utilizzata.”


In sintesi, in 10 anni le aziende agricole calano in numero (-32,2%) ma crescono in dimensione media (da 5,5 a 7,9 ettari), e sono sempre più rosa e sempre più “giovani”.
È un mondo agricolo profondamente cambiato, quello che viene fotografato dal 6° Censimento.

Sono molti i dati che vengono anticipati, tra questi anche una tabella dedicata alle Aziende e alle relative superfici investite secondo le principali forme di SAU per Regione, che riporta i dati degli anni 2010 e 2000 (superficie in ettari).

Non ho le competenze per fare valutazioni che vadano oltre la semplice constatazione di alcuni numeri, quindi li riporto tali e quali.
Tra le coltivazioni legnose agrarie, la viticoltura è praticata da 383.645 aziende, pari al 23,5% del totale, e investe 632 mila ettari, pari al 4,9% della SAU. La dimensione media della coltivazione viticola è di 1,65 ettari ad azienda coltivatrice, in aumento di 0,7 ettari rispetto al 2000 .
Nel 2000 le aziende erano 791,091, ovvero più del doppio delle attuali.
Di queste 791.091 (*):

  • ca 296.000, con meno di 1ha di superficie investita;
  • ca 154.000, con una superficie investita compresa tra 1 e 2 ha;
  • ca 177.000, con una superficie investita compresa tra 2 e 5 ha;
  • ca 86.000, con una superficie investita compresa tra  5 e 10 ha;
  • ca 45.000, con una superficie investita compresa tra  10 e 20 ha;
  • ca 23.000, con una superficie investita compresa tra e 20 e 50 ha;
  • ca 5.000, con una superficie investita compresa tra 100 e 1.000 ha;
  • ca 2.300, con una superficie investita compresa tra oltre i 100 ha;

(*) Tavole statistiche del 5° Censimento ISTAT

Dai dati definitivi cosa dobbiamo aspettarci? Che gli ha di proprietà di quelle 407.000 che non ci sono più siano stati equamente distribuiti tra le rimanenti?
Io temo invece che il principio di Pareto stia lentamente scivolando verso un 90/10, o forse più e il termine ‘coriandolizzazione‘ non mi sembra più un neologismo.

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