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Giornalista vs blogger?!

bloggerblòġë› s. ingl. [der. di blog] (pl. bloggers ‹blòġë∫›), usato in ital. al masch. e al femm. – Autore di blog.

bloggista ‹-ġġ-› s. m. e f. [der. dell’ingl. blog, col suff. -ista]. – Utente del web che scrive blog o partecipa con i suoi commenti alle discussioni virtuali di una comunità di blogger.

blogblòġ› s. ingl. [accorc. di weblog] (pl. blogs ‹blòġ∫›), usato in ital. al masch. – Diario elettronico, allocato in un sito web e continuamente aggiornabile, corredato in genere degli eventuali commenti (detti post) dei visitatori.

giornalista s. m. e f. [der. di giornale2] (pl. m. -i). –
1. Chi, per professione, scrive per i giornali, e chi collabora, come redattore, alla compilazione di un giornale: fare il g.; essere iscritto all’albo dei g. (come professionista o come pubblicista, secondo che si eserciti questa sola attività, o che si svolgano anche altre attività retribuite o professioni); specificando: g. sportivo, g. parlamentare; g. della carta stampata, radiofonico, televisivo; g. d’assalto, specializzato in inchieste volte a denunciare problemi sociali, scandali e sim.
2. Nel sec. 18°, compilatore, scrittore di un giornale letterario.

giornalismo s. m. [der. di giornale2]. – L’insieme delle attività e delle tecniche relative alla compilazione, redazione, pubblicazione e diffusione di notizie tramite giornali quotidiani o periodici: storia del g.; scuola di g.; anche, la professione del giornalista: dedicarsi al giornalismo. Con sign. concr., il complesso dei giornali e la loro storia nel tempo, o la categoria dei giornalisti: il g. italiano, francese, inglese, americano.

Un argomento di cui si legge spesso in rete e sul quale si discute dentro e fuori, è la questio tra giornalisti e blogger: sembra che i primi rivendichino titolarità che i secondi defraudano impunemente; sembra che i secondi vantino competenze che i primi dovrebbero avere.
La questione giornalisti vs blogger, a mio avviso, è prima di significato, per svariati motivi.

Primo, secondo le definizioni, sono due categorie distinte, un po’ come la mela e la pera; frutti entrambi, ma non paragonabili. Una discriminante fondamentale, l’iscrizione all’albo, abilita all’accesso di informazioni riservate che costituiscono il vero approfondimento della notizia; un blogger, non potrebbe avere accesso ad alcune informazioni e di conseguenza la sua notizia risulterebbe incompleta; il giornalista, inteso come professionista, può e deve andare oltre.

Secondo, il termine blogger, sempre secondo la definizione, si riferisce a chiunque abbia un blog, ovvero uno spazio dove raccontare e confrontarsi con i lettori.Con blogger in genere, si identifica, chiunque scriva sul web in uno spazio definito, da lui gestito o co-gestito con altri; un’estensione che, a mio avviso, rischia di fare di tutta un’erba un fascio. Generalizzare è sempre molto rischioso, troppo.
E’ altrettanto vero che è sempre più  difficile tracciare una linea netta di demarcazione tra cosa sia un post e cosa un articolo, tra cosa sia un blog e cosa un web magazine, un quotidiano on line.
La prima vera differenza, quella sostanziale, non tra blogger e giornalisti, ma tra persone, tra professionisti, la fanno l’autorevolezza, la competenza e la professionalità.

L’autorevolezza, ce la si guadagna e non la si acquisisce solo perché si appartiene ad un ordine professionale o si è iscritti ad un albo; appartenere ad una categoria può, semmai, donare autorità, ma non può donare competenze, capacità, esperienza, attitudine.L’autorità è corrispondente al livello gerarchico, quindi al potere del grado; l’autorevolezza è invece riconosciuta dagli altri. Gli altri che identificano, in quella persona, comportamenti adeguati, competenza e capacità di comunicare efficacemente; riconoscono nell’altro un punto di riferimento, senza timore reverenziale.

Le competenze non derivano esclusivamente da un percorso di studio fatte ma soprattutto dall’esperienza.

La professionalità si basa sul come svolgi il tuo compito, e anche questa non è qualità ‘donabile’ ma acquisibile; la professionalità consiste nel cercare la notizia e avere la capacità di raccontarla coinvolgendo il lettore, a prescindere dal dove la si pubblichi.

Primo esempio illustre che mi viene in mente è Beppe Severgnini, giornalista e titolare di un blog aperto nel 1998, che sul web sono un’era geologica; ovunque scriva è sempre lui, con la sua autorevolezza, le sue competenza, la sua professionalità.

Prendiamo atto che il modo di fare informazione e comunicazione è cambiato (e ancora cambierà), dando voce a chi prima (pubblicamente) non l’aveva.

I media tradizionali (coi loro professionisti) e il web, non sono due facce della stessa medaglia: sono complementari e come tali, arriveranno in poco tempo, all’integrazione.
Quindi, cari tutti, professionisti o prefessionali, facciamo passare questa questio in secondo piano e smettiamo di riempire carta e web di argomenti esausti come ‘l’anch’io valgo’ e l’io valgo di più‘; iniziate a concentrarvi sul contenuto e sui vostri lettori.
Un piccolo invito ai blogger: il web sta dando la possibilità di emergere, di farvi notare, di dimostrare quello che sapete fare e quanto valete: cogliete l’occasione e diventati grandi, se volete diventare professionisti in quel settore che vi appassiona.

Un piccolo invito ai giornalisti, invece: prendete spunto dai blogger, dagli appassionati, e ritrovate quell’entusiasmo e quegli stimoli che vi hanno spinto a scegliere la vostra professione: diversamente l’informazione diventerà ogni giorno sempre più arida di quanto già non lo sia ora.

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5 comments to Giornalista vs blogger?!

  • Credo che il momento attuale ci obblighi a confrontarci con la mancanza di significato delle definizioni “classiche” di molte professioni, prima tra tutte quella dell’informazione.
    Una informazione e’ tale, indipendentemente da chi la fornisce. Puo’ essere vera o falsa, raccontata bene o raccontata male, questo e’ comune sia al giornalismo che al mondo dei blog.
    In ultima analisi l’autorevolezza, la professionalita’ e tutto il resto, e’ legata alla persona che usa il mezzo, sia esso blog o giornale, non al mezzo stesso. Tanto ovvio quanto necessario da mettere in chiaro. La differenza e’ semmai dovuta al fatto che con un mezzo interattivo, quale il blog, se uno la spara grossa viene corretto in due minuti netti, mentre il giornale rimane lettera morta.
    In finale, mi e’ piaciuto il modo di porsi del CEO di Sun, anche lui “tenutario” di un blog, cito a memoria: definire una categoria sulla base del mezzo che usa per comunicare e’ insensato, io non sono un “blogger”, sono un CEO di una azienda che usa un blog per comunicare “I think referring to yourself as a blogger is just about as useful as referring to yourself as a telephoner or a text-messager. It doesn’t hold any definition and it’s unlikely to get your point across,” (i quotes non sono i suoi, ma il ragionamento e’ quello).

  • Ho il sospetto che il vero problema che ha fatto alzare i toni e creato contrasti vada cercato sul piano economico e professionale. La categoria “professionisti” si è trovata spiazzata di fronte all’ingresso sempre più deciso e ampio nel mondo del web “professionale” da parte dei “blogger” NON professionisti (infatti Severgnini non è certo criticabile perché ha un blog). Questo perché il web, come sappiamo, soprattutto in Italia, consente di avere un riscontro economico quasi esclusivamente tramite pubblicità. Elemento che, purtroppo, condiziona non poco e tende ad appiattire o addirittura a cancellare la differenza fra chi fa il mestiere, ovvero ci deve campare, e chi scrive per il piacere di farlo, per passione ecc.
    Infatti chiunque può fare pubblicità, a prescindere dal fatto se scrive per lavoro o per piacere.
    Non solo, ma con il tempo i blogger (e qui entriamo nello specifico del vino) hanno conquistato spazi che in passato erano solo dei professionisti, finendo per essere invitati, spesati, a volte addirittura pagati per fare degustazioni o altre esperienze che avrebbero dovuto riguardare solo chi svolge effettivamente la professione e ci campa.
    Il mondo dei blogger è infinitamente variegato, ed è un bene che esista, che ci sia la possibilità per tutti di esprimersi. Il problema è un altro, come ho specificato, che sul web, proprio perché non ha regole, si fondono due realtà, quella professionale e quella non, su uno stesso piano, rendendo veramente difficile la possibilità di discernere fra le due cose.
    Ma il discorso è molto più ampio e complesso di come ho potuto farlo qui.

  • Grazie per i vostri commenti: credo che integrino e approfondiscano ulteriormente alcune aspetti fondamentali.
    Le definizioni stesse, risultano imprecise, visto lo stato attuale delle cose.
    Pamela

  • […] si sta sviluppando attorno al tema blogger-nonblogger: documentarsi con l’esiziale scritto di Pamela Guerra e con la trasparente amarezza di Fabrizio Gallino. Non sono un panel esaustivo; non sono i primi […]

  • @roberto. Ma non credi che il problema sia proprio che se non si distingue piu il professionale dal non professionale, e che la gente si cominci a domandare se la differenza realmente esista? E’ un po’ come la differenza tra una borsa di marca vera e una falsa, se la differenza non esiste, quale differenza c’e’?