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TP | Symposio&Rocca di Montemassi

Nonstante il vino sia arrivato un bel po’ di tempo fa, e gli altri assaggiatori abbiamo espresso le loro valutazioni, io arrivo solo ora, a 2011 ben avviato.

Mi scuso con Francesco e con la Zonin, per il vergognoso ritardo delle mie valutazioni; sappiate che il vino è stato assaggiato quasi subito.

Se penso a Zonin, prima fra tutte le associazioni che faccio, è quella al Vionier: il loro “Astraio” (Vionier in purezza, oggetto anch’esso di tasting panel) e la serata di cui è stato protagonista, è ancora un ricordo vivissimo e bellissimo.

Approfitto quindi di questo post, per raccontare qualcosa di più delle mie impressioni sui vini.

Questo tasting è il quarto (se non erro) per Zonin; risale all’ottobre 2008, il primo tasting panel dedicato ad un cru di Sangiovese in purezza dalla vigna più alta della Tenuta chiantigiana Castello d’Albola. Nella primavera 2009, un tasting dedicato al Primitivo di Manduria DOC Altemura di Altemura, prodotto nell’omonima Masseria Altemura, in provincia di Brindisi; poi è stata la volta dell’“Astraio” di Rocca di Montemassi.

Ultimo tasting, in ordine cronologico, questo dedicato al Rocca di Montemassi e al Symposio, protagonista del progetto Myfeudo.

All’inizio del 2010 viene lanciato il progetto “Myfeudo: il primo vino open source”: il nuovo vino di Feudo Principi di Butera, la tenuta siciliana della famiglia Zonin, non ha ancora un nome; così vengono invitati i lettori del blog a scegliere il più adatto.

Vengo inoltre invitati tredici partecipanti a comporre il loro blend con le tre uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot: gli stessi vitigni alla base di “Symposio”, firmato per il Feudo Principi di Butera da Franco Giacosa e Antonio Cufari.

Il progetto si è poi concluso durante il Vinitaly2010 con il confronto tra i provetti enologi e gli storici enologi di casa Zonin.

Un nuovo tasting è in programma per il 2011 e anche in questo caso è stata coinvolta la rete affidandole la scelta di quale vino andare ad assaggiare: Octagon o Chianti Classico?

La Zonin ha intrapreso la camminata veloce sui social media sul finire del 2008, con l’apertura del blog Wine is Love, gestito da Francesco Zonin e dalla sua squadra; è Francesco, infatti, il volto (e la persona) attraverso cui si presenta l’azienda sul web.

Una scelta vincente (laddove possibile) l’identificazione di un’azienda con uno dei suoi componenti, soprattutto in ambito social; una presenza, a volte, comprensibilmente molto rarefatta: nelle intenzioni di Francesco, rientra la gestione diretta della rete e delle relazioni con chi la vive.

A mio avviso, il progetto social sta iniziando a prendere forma; è evidente che dalla progettazione all’implementazione, sia per Zonin che per altre aziende, il passo non è breve e lineare.

Mi piacerebbe sarebbe come ha influito questo sul modo di fare azienda e di lavorare di Francesco e della Zonin; e soprattutto come, ad oggi, viene valutato, in termini numerici (incremento di fatturato, apertura a nuovi mercati, etc).

Ritornando al tasting panel, quello di fine 2010 era dedicato appunto a questi due vini rossi, uno di Sicilia e l’altro di Toscana; due rossi provenienti da due regioni differenti ma dal blend molto simile (entrambi tagli bordolesi).

Il Symposio, la nuova proposta siciliana di Feudo Principi di Butera, è composto da 65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot e 5% Petit Verdot; il Rocca di Montemassi è composto da 40% Merlot, 35% Cabernet Sauvignon, 20% Petit Verdot e 5% Syrah.

I vini sono stati serviti in tavola contemporaneamente, senza alcuna spiegazione a contorno, lasciando ai presenti (6 appassionati) la scelta del primo assaggio: forse per l’etichetta, forse l’indicazione dell’anno, ha fatto sì che quasi tutti abbiano aperto le danze col Symposio. La bottiglia che però è finita prima è stata quella del Montemassi.

Montemassi, di un bel rubino brillante, profumi intensi e intriganti, frutta rossa e spezie in bocca.

Symposio, più rosso granato,di grandi profumi, alcolico (13.5% ma sembrano di più), frutta rossa molto matura ma non cotta e poi (adorabilissima) liquirizia.

Piacevoli entrambi e, assaggiandoli in contemporanea, un bell’esempio di quanta differenza possa esserci tra vini, da vitigni simili, ma provenienti da territori differenti,

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