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WineCamp Firenze, com'è andata

Sabato a Firenze, nella cornice di WineTown, si è svolto il Wine Camp ( #winecampFI ) dedicato a “Vino, Bellezza,  Nuova Comunicazione, Mercato”.

Compito della giornata era discutere sul “significato contemporaneo del ‘comunicare il vino’ “, ovvero di “etichette, packaging, campagne di comunicazione, blog e social marketing.

Ideatori del Wine Camp, Andrea Gori e Massimo Mazza, che hanno organizzato la giornata tra le corsie del Mercato Centrale di San Lorenzo ( un vero mercato coperto, le bancarelle e i frequentatori del sabato). Location bella, divertente, alternativa; secondo me, difficile da gestire dal punto di vista tecnico ( rumore di fondo, via vai) che forse ha contribuito a sminuire la portata dell’evento.

Forse, prima di un WineCamp in Italia, paese dove ancora si discute (separatamente) di stampa on e off line , dove ancora si deve convincere che i social media non sono un’alternativa ma un’integrazione, dove la lettera del direttore del Corriere della Sera fa discutere e riflettere, e’ necessario andare per step. In Italia, ancora e purtroppo, il contesto fa la differenza: l’italiano ha ancora la percezione che di questioni serie, impegnative e fondamentali sse ne discute ad un convegno, mentre in un Wine Camp si fan chiacchiere.

Presenti alla tavola rotonda, il Prof. Antonio Catalani (professore presso Università IULM e l’Università Bocconi, Creative Academy del Gruppo Richemont), Dott. Cesare Turini ( Fondatore e titolare della società di distribuzione Heres), Marco Massarotto (Founder Hagakure), Luciano Pignataro (giornalista e autore del wineblog ), Lorenzo Biscontin (direttore marketing Santa Margherita ), Giampiero Nadali (autore del blog Aristide e titolare di Fermenti Digitali), Simonetta Doni (Studio D&A), Massimo T. Mazza (Esperto di Strategie di Comunicazione).

Tanti anche gli interventi della sessione pomeridiana ( tra cui il mio): Mirco Mariott, Mariagrazia Melegari, Simona Maestrelli, Christian Fabrizio, Jury Borgianni…

Grandi assenti i produttori: assenti al WineCamp, come a tanti convegni di Vinitaly, come in altre occasioni, sicuramente perché impegnati altrove ( la vendemmia, le postazioni di WineTown). Forse sarebbe il caso di domandarsi se non sia meglio organizzare certi incontri in altri ambiti.

Così viene da pensare che certi incontri diventano momento di reciproco aggiornamento e formazione tra operatori; ottimo.

Sinteticamente quello che è emerso è che il web ha cambiato il modo di fare comunicazione e di fare acquisti; niente di nuovo, lo sapevamo già.

La comunicazione sta cambiando e deve cambiare in primis ( secondo il Prof. Catalani) per allargare i consumi, utilizzando un linguaggio che sia comprensibile, che non allontani, ma informi e formi, coinvolgendo, appassionando… Bisogna, insomma, parlare il linguaggio delle persone e non quello tecnico.

Secondo Lorenzo Biscontin ( qui le slide del suo intervento “Web&Vino: conduttore di opinioni, intercettatore di tendenze o chiacchiere da (wine) bar?”, corredate di numeri interessanti) col web si guadagnano appassionati e si perdono consumatori, cambiando così anche il mercato.

Potete vedere i video degli interventi sul canale YouTube di Burde, e farvi così un’idea di quello di cui si è parlato.

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