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#VUU

Aspettando TerroirVino, domenica si è svolta la seconda VUU, Vinix Unplugged Unconference, la “non conferenza” sui temi del vino, del cibo e dell’interazione online, ovvero l’adunata sperimentale di quel manipolo di wine blogger, giornalisti, produttori e consumatori appassionati che per il secondo anno ha tentato di mettere in fila una commistione di gergo tecnico, fascinazione vinosa, visioni di marketing, tentativi di innovazione. [ Cit. Aristide]

In meno di 7h più di 20 interventi e bisogna ringraziare la grande capacità di sintesi di tutti e soprattutto il cronometro inflessibile di Filippo Ronco che raramente ha concesso di eludere la tabella di marcia.

Vi racconto quelli che ho seguito con più attenzione, non perché gli altri non la meritassero, ma perché mi son lasciata coinvolgere dalle pr umplugged con alcuni dei presenti.

Ha aperto i lavori Beppe Giuliano, con lo speech “Ritorno al giornalismo: così si salva la stampa di settore”; con cauto ottimismo forse si salva…la stampa di settore, ma anche i blogger però…Consiglio loro di leggere l’intervento di davide Cocco (più in basso).

Gianni Lovato, col suo accento marcatamente padano, ci ha spiegato perché sia cosa buona e giusta saper parlare e scrivere in inglese nell’era del 2.0.

Andrea Bezzecchi, ci ha raccontato dell’avventura Surbir, e-shop dedicato ai prodotti alimentari tipici dell’Emilia Romagna: voi non avete idea di quanta pasta fresca sia venduta on line!

Quando conosci Luca Ferraro, capisci come vorresti che fosse tuo figlio da grande: sincero, pulito, onesto e con un grande senso del dovere, del lavoro e della famiglia. Questo e’ Luca, che ha presentato “Bindelli Colfòndo, l’anima del web”. Per sapere cos’è un bindello e cosa ha saputo fare Luca col web, vi rimando al suo sito.

Lucia Barzanò ( de Il Mosnel, che si è meritata il “Premio Innovazione e Web” di Terroir Vino 2010 ) e Monica Piscella, ci hanno parlato del QR Code, argomento che va per la maggiore negli ultimi tempi.

Favorevoli o contrari? Io favorevole con riserva; in una immaginetta di 4cmq puoi trovare tutto quello, ma proprio tutto di un’azienda, ma anche di una persona. Basta uno smartphone dotato di fotocamera e connessione e hai il mondo nelle mani. Questo a patto che il codicillo riporti ad informazioni veramente fruibili.

Il QR Code lo puoi applicare ovunque: su un biglietto da visita, su una pagina di giornale, su un’etichetta di vino; e’ mobile, quindi lo usi non certo seduto davanti ad un pc ma al tavolo di un ristorante, passeggiando in centro, durante una gita fuori porta o leggendo il giornale in metro.  Necessarie quindi informazioni  smart, veloci, immediate:  niente poesie, niente immagini pesanti, etc.  Insomma, concretezza.

L’intervento di Sara Maternini, è stato tanto semplice quanto disarmante: quali sono le informazioni basilari da inserire in un sito. E sì  perche’, diciamocelo, spesso incappiamo in siti con contenuti che paiono summe poetiche ma poi, l’indirizzo dell’aziendate  lo devo andare a cercare col lanternino; le info di base devono essere subito a portata di mano: le altre diventano approfondimenti on demand.

Consacrazione di una tendenza con Luca Risso e ilGarage Wines Contest: l’esperienza della produzione di vino domestica”. Sappiate che ci sono garagisti che producono vini migliori di tanti riconosciuti blasonati ( seguite #gwc per sapere chi sono).

Titolo dell’intervento di Mario Pojer Progetto ”IMPATTO ZERO” da varietà interspecifiche resistenti; non ho preso appunti, ero troppo attenta ad ascoltare un uomo tanto carico di umanità e passione.

Un giorno cooperazione e competizione s’incontrarono e si sa, prima si odia e poi si ama e cosi nacque “Coopetizione”; ce lo ha raccontato Alberto Ugolini.

Sinteticamente la coopetizione (o, con termine inglese, co-opetition) è l’atteggiamento di competizione cooperativa che si instaura tra imprese concorrenti quando esse collaborano nella realizzazione di una specifica attività del loro business.

Insomma: insieme è meglio! E in questo il 2.0 aiuta.

L’astrofisico Enzo Zappala’, ci ha ridato la speranza: forse riusciremo a non andare in bicicletta per il resto della nostra vita causa ritiro della patente.  Anche gli etilometri sbagliano, sappiatelo, ed Enzo ce lo ha dimostrato.

Fiorenzo Sartore e Filippo Ronco ci hanno raccontato di quanto sia  bella la vendita diretta, mercati “grassroots” e prezzo sorgente ( o prezzo tabù); bella sì ma inesauribile fonte di polemiche, soprattutto da parte di (alcuni) intermediari (poco evoluti).

Una frase su tutte: “Senza istruire il consumatore, tutto questo che facciamo per accorciare la filiera rischia di far passare per ladri coloro che per mestiere vendono vino”.

Ultimo in ordine cronologico, Davide Cocco con “Schiscio è bello” ci ha illuminato sulle psicopatologie quotidiane di chi frequenta il web: la sindrome del celolunghismo potrebbe diventare pandemica.

Non ho parole per descrivere l’intensità del momento in cui Stefano Caffarri ( che si è conquistato nel web il titolo di Vate mica per nulla) ci ha raccontato il vino con le immagini.

Posso dire che mi ha emozionata perché raccontare di vino (ma anche per il vino) utilizzando parole o immagini o musica o silenzi, richiede una cosa sola: la passione. Senza questa diventa tutto puro esercizio stilistico.

E la passione, o ce l’hai o non te la puoi inventare; nasce da dentro e la butti fuori in ogni istante della tua vita.

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1 comment to #VUU

  • Ciao Pam, grazie mille per le tue parole.
    A volte la sicurezza deriva anche dal fatto di sapere di avere sempre qualcuno su cui poter contare. Il tuo metterti a disposizione in aiuto di Elena per l’accredito a Villa Spinola è un gesto di amicizia che non è passato inosservato.

    Un abbraccio, Fil.