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Barbera d'Asti Superiore 2007

In ritardissimo, vi racconto l’ultimo tasting panel del 2009 dedicato alla Barbera d’Asti Superiore 2007 della Cantina ‘La Maranzana‘.
‘Un’iniziativa ben curata e comunicata dalla Cantina, che consta circa 200 soci e quasi 450 ettari di vigneti nel Monferrato.
Ci tengo a sottolinearlo perché di realtà cooperative (grandi o piccole che siano) che operano bene, sia in termini produttivi che gestionali, sono ancora troppo poche in Italia; il tasting è stato promosso attraverso Twitter a dimostrazione del fatto che anche in termini di comunicazione La Maranzana ha le idee ben chiare.
Avendone avuto l’opportunità ho scelto la Barbera Superiore, come vino da assaggiare, perché mi piace la/il Barbera; femminile o maschile, ancora non l’ho capito, ma io uso maschile o femminile a seconda del vino che mi ritrovo nel bicchiere, un un modo (o un vezzo) che mi permette di connotare (almeno secondo i miei canoni e la mia esperienza) subito il carattere del vino.
Dicevo, mi piace molto questo vitigno, soprattutto se non mi trovo di fronte ad un vino giovane.
Dovendo assaggiare il vino per il tasting panel, ho pensato di fare l’assaggio con tanto di scheda alla mano e poi durante la cena.
Colore carico, tendente al violaceo, molto invitante; ma altrettanto non è stato al naso e così in bocca. Subito al naso il legno, come un coperchio sui profumi che comunque emergono, diversi e abbastanza intensi; in bocca diretto e piacevole ma non ho sentito il 14% riportati in etichetta.
Insomma, non sono stata troppo soddisfatta lì per lì, e anche il punteggio sulla scheda confermava la leggera delusione; mi aspettavo qualcosina di più, ma…
C’è un grande ma, perché questo vino è riuscito a stupirmi dopo, molto dopo. Lasciato lì sul tavolo, qualche ora, per curiosità l’ho riversato nel bicchiere e si è scoperto. Il legno è passato decisamente in secondo piano, lasciando spazio ai tanti intensi profumi: i frutti di bosco, la ciliegia, un pò di tabacco e di vaniglia.
In bocca sono emersi i tannini ( forti, decisi, molto piacevoli, che danno sostegno e consistenza) e la liquirizia.
Insomma, l’ho trovato un vino molto timido, che ha necessitato di tempo per aprirsi, per dare il meglio di sè; un vino che ha ancora bisogno, a parere mio, di starsene ancora un pò quieto in cantina, a riposare e maturare.
Comunque un bel vino, con un bel carattere da consolidare e che può dare grandi soddisfazioni, non solo per chi lo beve ma anche per chi lo produce; un vino di cui esser contenti, insomma, una conferma che la strada intrapresa è quella giusta.
La butto lì; sarebbe interessante riassaggiare, tra un annetto, lo stesso vino; magari sarebbe interessante far riassaggiare a tutti i panelisti i vini un anno dopo, per scoprirne l’evoluzione…

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