Archives

X e Y, TwinsWines

 

Un altro tasting panel, ma questa volta siamo di fronte anche ad un esperimento.
In assaggio due vini, X e Y, entrambi barbera 100% di Cascina I Carpini; X e Y, vini gemelli, nascono da un esperimento che Paolo Ghislandi ha voluto condurre, con due vini prodotti da lui, ma ai quali sono stati (o non sono stati) inoculati lieviti selezionati.

Sono due vini ottenuti da una unica massa vendemmiata da una unica vigna nello stesso momento, suddivisa prima della fermentazione in due masse identiche messe a dimora in due vasche di acciaio identiche poste nelle stesse condizioni ambientali. Ad una massa sono state applicate le metodologie di vinificazione tradizionali con innoculo di lieviti selezionati e utilizzo di metabisolfito di potassio, nell’altra non è stato aggiunto nulla tranne una piccolissima quantità di metabisolfito. Tutte le fasi della vinificazione sono state eseguite in parallelo, nello stesso modo e nello stesso momento, da qui il nome dell’esperimento.
Così, sono figli delle stesse vigne e della stessa cantina, come due figli gemelli, ma, uno tra i due, è un vino ottenuto grazie a lieviti selezionati, l’altro no. Quale sarà?
Così l’esperimento si è concluso con un tasting panel pubblico.

Per i dettagli dell’esperimento, meglio leggere il post scritto da Paolo Ghislandi, titolare di Cascina I carpini.

Ho potuto assaggiare X e Y solo durante una degustazione guidata da paolo Ghislandi, ad Eat-Alia.
In una sala affollata di appassionati curiosi, Paolo ci ha condotto durante la degustazione e ci ha aiutato a cogliere le sottili (sottilissime, in alcuni casi) differenze tra questi due vini.
Passiamo al tasting.

Le differenze di colore, tra X e Y, sono minime, anche se un poco sull’unghia sembrerebbe; ma la luce della sala non aiutava.

X arriva al naso impetuoso ed immediato, quasi un pò ruffiano, con profumi di ciliegia e un pochino di frutti di bosco (lampone?); insomma al naso, si presenta con profumi definiti.
In bocca, è un poco tannico, ma non violento.

Y, invece, di più ad uscire dal bicchiere, sembra spettinato, intimidito; o forse, deve solo stiracchiarsi un pò, prender le misure.
Ma forse devo solo decidere cosa sarà da grande, come un ragazzotto in divenire uomo.
Pian piano arrivano la ciliegia, la marasca e qualcosina di agrumato; poco accentuato, al primo naso.
Non è ruffiano, ecco, a differenza di X. Ha i suoi tempi e il suo modo di farsi scoprire.

X è impattante, da subito, ma poi si ferma lì; belle note, bouquet variegato, bella bocca, ma alla fine non cambia.
E’ ordinato, ricco, ma è sempre uguale a se stesso. Bello, affascinante, ma uguale a se stesso. Non è banale, ma è come se giocasse a carte scoperte, come se nel giro di una mezz’ora ti avesse detto tutto di sè. Insomma, non intriga. Piace, entusiasma, ti vien voglia di continuare a berlo, ma non ha mistero, come se giocasse a carte scoperte, come non ci fosse più niente da scoprire.
Y è diverso, decisamente; meno sfacciato, più impacciato, più introverso. E’ affascinante e, secondo me, a riassaggiarlo, dopo una mezz’ora, dopo un’ora,saprà dare molto di più. Insomma, sa evolvere.
Ecco la differenza: X è una fotografia, un’istantanea; Y non è un’immagine statica, ma un continuo divenire.

Paolo ci ha svelato quale dei due è ottenuto da lieviti selezionati, ma non lo riporto; è evidente che il vino ottenuto con lieviti selezionati è….

Share on Tumblr

4 comments to X e Y, TwinsWines