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Astraio

Dopo una lunga assenza dal web (e da questo blog) dovuta in parte a necessità contingenti e in parte a desiderio di ‘interrompere’ le connessioni (ma avremo modo di riparlarne..), mi riaffaccio per parlarvi di un vino.

Cosa rara, perché, come amo spesso ripetere, io non parlo di vino ma per il vino..
Ma questa volta ne vale davvero la pena…

Ieri è arrivato, con mia sorpresa, un corriere che mi ha consegnato una bottiglia di Zonin, subito messa in fresco trattandosi di un bianco. Con mia sorpresa perché, come dicevo, causa l’assenza dal web, ignoravo il nuovo tasting panel di Zonin.

Questa sera è arrivata altrettanto inaspettata, l’occasione per assaggiarlo, complice la calda serata estiva, la cena con un caro, carissimo amico, col quale ritrovarsi, confrontarsi, chiacchierare.

Un vino che, appena aperto, ha subito destato l’interesse di entrambi; ha subito affascinato, intrigato, oserei dire sedotto, per i suoi profumi, il suo colore, il suo insieme.

Un vino bevuto con piacere, con soddisfazione, che, finita la bottiglia, ancora alla prima portata, ci ha fatto dire ‘ne berrei ancora’…

Un vino che ha piacevolmente allietato una tranquilla serata d’estate, fatta di chiacchiere, risate, confidenze e importanti riflessioni, che grazie anche a lui, verrà ricordata in modo ancor più speciale….

Facile sarebbe stato darne un giudizio tecnico, magari sfociante in un punteggio; la cosa che mi più mi ha colpito, è stata la voglia di parlarne, di raccontarlo, ma soprattutto la voglia di rivivere una serata come questa..

Tecnicamente parlando ( è doveroso nei confronti del tasting panel in atto)…

Non ho mai bevuto vini prodotti con uve Viogner, ed è stata una sorpresa: profumi suadenti, talmente intensi da costringerti a portarlo al naso, ad invitarti a berlo. Corposo, ricco, accattivante, sia la naso che in bocca; impossibile non notarlo, non perché sfacciato, ma perché cattura l’attenzione, è interessante, affascinante…Di una morbidezza non stucchevole ma piacevole, avvolgente; freddo, i beve d’un fiato ma anche un pò riscaldato, mantiene una croccantezza e una corposità notevoli. Il grado alcolico (13%) si fa sentire solo in un secondo momento, come a dare una elegante  stoccata finale.

Francesco nel suo blog ha paragonato i suoi profumi ad uno schiaffo: nessun paragone è più efficace.

Un vino che mi ha stupita per il suo fascino.

[Astrasio 2008, maremma Toscano bianco IGT, Tenuta Rocca di Montemassi]

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