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Monitorare!

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Uno degli argomenti più discussi, sia nelle alte che nelle basse sfere, è la presenza delle aziende sul web: attivi o passivi? essere presenti o no? Se sì come? Se no, come?

Argomento importante, sul e del quale, ancora per molto tempo, dovremo ragionare e discutere.

Partendo dall’assioma che il web 2.0 e i social media esistono, che costituiscono un’altra dimensione del nostro quotidiano, un altro strumento da utilizzare per interagire, va da sé che esserci o non esserci, non è l’unica domanda da porsi.

Essere presenti o meno, è punto di partenza e quesito sbagliato: l’azienda è presente sul web, a prescindere dal fatto che noi lo vogliamo o meno. In qualche spazio, grande o piccolo, frequentato o meno, ci sarà qualcosa che riguarda la nostra azienda; contenuti che non abbiamo pubblicato noi, ma che sono stati messi in rete, vitam eternam, da qualcuno. E rimarranno lì, belli o brutti, per chiunque abbia voglia di prenderne visione; un video, una foto, un commento, sono lì, alla portata di chiunque e noi, come azienda, non possiamo, se non in rari casi, ‘eliminare’. Un complimento, ci fa piacere; ma di fronte ad una critica, ad una denigrazione, diventiamo impotenti.

Non voler interagire attivamente col web, non autorizza l’azienda a non monitorare la rete; è molto pericoloso ‘far finta’ che non esistano nuovi spazi di conservazione solo perché noi non li conosciamo o non li consideriamo. La sottovalutazione, in qualunque strategia e in qualunque situazione, è un errore gravissimo che generalmente porta importanti conseguenze.

Non voler entrare in un un bar, non implica che i presenti non parlino o non parleranno di noi…

Qualcuno disse: non importa se bene o male, l’importante è che parlino…

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6 comments to Monitorare!

  • non fa una piega questo discorso
    Luca

  • ( grazie per aver cambiato la musica .. )ù

    Credo che la prossima frontiera sarà quella di agire nei confronti degli altri affinchè siano gli altri a parlare di noi… liberamente, senza vincoli, senza doveri..

    E’ incredibile quanto tutto questo ci stia riportando velocemente ad una dimensione sempre più rispettosa di noi stessi..

    Grazie
    Paolo

  • Sono dell’idea che l’evoluzione del web sia un bene, perchè abbatte le barrirere.

    Come tutte le rivoluzioni, questa sicuramente è silenziosa ma con grande potenziale, c’è chi è pronto per coglierla, chi la vuole e chi viene tramortito.

    Ognuno di noi (vignaiolo o no) anche stavolta può scegliere, l’unica certezza che indippendentemente dalla scelta anche questo comporterà fatica, lacrime, sudore e sangue e una bella dose di umiltà, perchè ogni giorno sarà un nuovo giorno.

    Ciao
    Tom

  • uno degli “assunti” che mi ha sempre convinto e’ quello che riporti tu sul tuo post: qualcuno sta parlando di te in questo momento, e tu non ci puoi fare nulla.
    Una delle cose da fare e’ quella di monitorare, ma ancora meglio e’ quella di portare le persone a parlare di te sul tuo sito, blog, piattaforma che dir si voglia. Quindi l’assunto diventa: “tanto vale che parliamo di me a casa mia”. Naturalmente a patto di non illudersi di poter controllare la conversazione. E’ quello che nel mio piccolo ho cercato di fare con il tasting panel.

  • @ Gianpaolo,

    Grazie per aver dato parole ai miei pensieri di questi giorni

    Paolo

  • La mancanza di controllo sulle conversazioni è la caratteristica principale del web; l’obiettivo di portare persone e conversazioni sul proprio sito, è auspicabile, così da poterle seguire meglio, ma soprattutto per avere un ‘raccoglitore’ unico.
    Vero che tante altre conversazioni si svilupperanno altrove, ma queste sono ‘scelte’ e situazioni con le quali dobbiamo fare i conti; l’importante è far sapere che c’è un indirizzo (sia virtuale, il web, che reale, la cantina) dove il lettore/consumatore verrà accolto da una ( o più ) persona che ha voglia di confrontarsi.