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Coworking project

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La vita di un free-lance, si sa, è diversa; diversa da che? Da cosa?

Diversa da tanti altri ‘status’ professionali..

La si sceglie ( quando la si sceglie ) principalmente per un fortissimo desiderio di libertà, vero o presunto. Innegabile che il free-lance, l’indipendente, riesce generalmente a gestirsi la risorsa più preziosa: il tempo.

Io, per esempio, ho scelto questo ‘status’ per motivi familiari: riuscire a dedicare ore diurne alla famiglia e ore notturne al lavoro, spesso è fattibile, con grande soddisfazione di tutte, me per prima.

Ma come in ogni cosa esistono pro e contro. Uno degli scotti principali è il fatto di lavorare da soli; generalmente infatti, si tende a lavorare da casa, o sul tavolo di cucina o, per i più fortunati, in una zona studio recuperata tra le mura domestiche. La solitudine serve, ma a volte si ha proprio necessità di interagire con altri, per confrontarsi, per chiedere consiglio, per scambiare due chiacchiere; e altrettanto spesso, si ha bisogno di un vero spazio di rappresentanza, per incontri di lavoro. Vero che esistono tanti strumenti per collaborare a distanza: telefono, mail, chat, videoconference, ma il contatto umano vale di più.

Ecco allora un’idea definibile davvero intelligente: il coworking!

Ovvero, professionisti che dividono uno spazio, senza necessità di legami tra di loro. Magari professionisti di settori diversi, che si ritrovano sotto lo stesso tetto e hanno la possibilità di interagire, confrontarsi, conoscersi.

In Italia, da un’idea del milanese Massimo Carraro,  pubblicitario, copywriter e direttore creativo, nasce CoWorking Project, che mette in contatto chi ha spazi e chi non li ha; se in ufficio alcune scrivanie sono vuote, perché non affittarle a chi uno studio non l’ha?

Arrivano ad una decina circa i Cowo sparsi in Italia: prevalentemente Milano, Roma e Genova.

Allora, se vi avanza una scrivania…pensateci, anche perché, poi, da cosa può sempre nascer cosa…

4 comments to Coworking project

  • Ciao Pamela,
    Il Coworking è un’idea di una freschezza straordinaria. A Perugia partiremo con alcune postazioni dedicate a partire dai primi di settembre in un nuovo spazio/ufficio che a mia volta condividerò con altre realtà operanti qui in Umbria, sto affrontando le tematiche legali proprio in questi giorni.
    Il “CoWorking Project” di Massimo è davvero interessante: a fronte di un (piccolo) pagamento loro forniscono tutto il supporto possibile e l’inserimento all’interno del network che hanno creato.
    Ti terrò, se ti va, aggiornata!
    Un caro saluto.

  • Pamela

    Ciao Jacopo, credo che iniziative come questa contribuiscano a migliorare non solo la vita lavorativa ma anche la vita personale di molti; in bocca al lupo per il vostro ‘open space’ e tienimi aggiornata, ci conto.
    A presto,
    Pamela

  • max

    grazie per la citazione, hai colto in pieno il senso del coworking: mettere fine alla solitudine del freelance, alla lunga un po’ alienante.
    la cosa bella che ho scoeprto di persona, è che vale anche per chi ha una piccola società/studio: la presenza di coworker stimola e rende piu piacevole il lavoro anche per chi offre gli spazi.
    a presto!
    max

  • Ciao Max,
    potersi confrontare e poter condividere, permette di crescere, grandi o piccoli, non importa; la condivisione di uno spazio non può che portare stimoli e poi chi lo sa..Come dice il proverbio…da cosa nasce cosa.
    A presto,
    Pamela

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