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Le cantine raccontano..

cantina

Mi capita assai spesso, sia per piacere, ma soprattutto per lavoro, di visitare cantine; piccole, grandi, belle, brutte, storiche o ipertecnologiche.

C’è l’azienda agricola che ti accoglie con la sua storia, la sua tradizione; i cui muri ti sussurrano storie di vite, di fatiche, di sudore. Quelle dove ti accomodi su antiche sedie, che di amanti e appassionati ne hanno visti tanti, con le tovaglie ricamate sui tavoli e vecchie foto appese alle pareti. In queste cantine ti senti come uno di casa, come un amico, che tra una parola e l’altra, assaggia un buon vino..e si emoziona.
Ci sono poi quelle tutte acciaio, tecnologia, dove però trasuda ‘tecnica’ da tutte le parti e sebbene abbiano dei piacevoli spazi d’accoglienza, l’unica sensazione che riescono a trasmetterti è quella di asettico, di raziocinante, di estraneo; difficile quindi sentire la sensazione di calore, di emozione, che ci si aspetterebbe da un ambiente dove nasce un tanto emozionante prodotto. E’ come se il messaggio che viene trasmesso fosse quello della ‘capacità produttiva’. E questo concetto stona, stride, con la caratteristica ‘emozionale’ del vino.
Ci sono poi le cantine di moderna concezione, quelle che vengono progettate e realizzate per assecondare le varie fasi di vinificazione e soprattutto il contatto con il pubblico; spesso sembrano show room di moda, dove alle pareti trovi affissi quadri moderni; cantine che prevedono l’accoglienza, già dall’ingresso, con bellissime hall, splendide scalinate e magnifiche vetrate che mostrano in tutta la loro bellezza le vigne.
Cantine dove la modernità strutturale si sposa perfettamente con la tradizione, dove si percepisce nettamente la voglia di esprimere un carattere, uno stile, più consono ai tempi, in termini di immagine, ma soprattutto di valorizzazione di una sostanza.

Le cantine non sono solo ‘spazi produttivi'; sono case, sono luoghi d’incontro, sono storia.

La comunicazione inizia proprio in cantina, luogo dove è sempre auspicabile avere il contatto diretto col ‘consumatore; è proprio lì, in cantina, che nasce e si consolida la relazione, magari nata in altri luoghi, reali o virtuali.

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