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Poggioargentiera, le nostre valutazioni

Anch’io sono stata estratta a questo primo giro del tasting panel di Poggioargentiera, di cui ho già parlato anche in questo blog.

Venerdì pomeriggio sono finalmente arrivati i vini da Poggioargentiera e la sera mi sono trovata con alcuni amici per fare il tasting.

Eravamo in sei: io, Kitty, Debora, Angelo, Francesco (Cesko) e Francesco (Francy).

Come in ogni panel che si rispetti, profilino veloce, veloce di partecipanti: Kitty e Debora, semplici appassionate, ma che, accompagnando i rispettivi mariti tra un banco d’assaggio e l’altro, di vini ne hanno conosciuti; Angelo, sono assaggiatori ONAV da diversi anni, ma non lavorano nel settore; Cesko, onavista di ventennale esperienza, ‘formato’ dal maestro Cernuschi, delegato della sez. ONAV di Monza e Brianza, e titolare dell’enoteca La pesa, dove abbiamo fatto la degustazione; io, che non scrivo di vino, ma per il vino… e assaggiatrice ONAV da pochissimo.

Premetto, che abbiamo volutamente assaggiato i vini non alla temperatura di servizio, ma intorno ai 20°C, proprio per poter fargli al meglio ‘le pulci’….; abbiamo anche deciso di utilizzare le schede di valutazione (con punteggi in centesimi), così da tradurre oggettivamente i nostri pensieri.

Purtroppo, avevamo solo 4 vini, causa rottura delle altre 2 bottiglie durante il trasporto; peccato perché con le 6 avremmo potuto avere una panoramica migliore dell’azienda, non conosciuta dagli altri presenti.

Abbiamo aperto le danze col Fonte_40 (2007), Ansonica 40%, Vermentino 40%, Fiano 20% , solo acciaio.

La prima cosa che abbiamo notato sono state delle microbollicine ( non tantissime, ma sufficienti per farsi notare) che ci sono sembrate un po’ fuori luogo.

Alla vista il colore ci è sembrato un po’ scarico, giustificato forse dal fatto che il vino ha solo un anno.

Al naso, siamo stati tutti un po’ infastiditi dalla solforosa, che a tratti, ha reso l’insieme un po’ squilibrato.

In bocca, dopo il primo impatto della solforosa sulle gengive e la lingua, abbiamo iniziato a sentire il calore dell’alcool e la pienezza del vino.

Cesko, essendo presente del vermentino, si aspettava un retrogusto di mandorla amara un po’ più marcato.

Le valutazioni delle schede, sono andate dai 77 agli 80, penalizzato soprattutto all’olfatto.

Un vino al quale, siamo stati tutti d’accordo, bisogna ancora dare un altro po’ di tempo; verificheremo l’anno venturo se e cosa è cambiato.

Alture (2007), Sauvignon blanc 100%, solo acciao.

Versato nei bicchieri, subito ci colpiscono le microbollicine che, in questo caso, sono davvero tantissime; dopo qualche minuto, iniziano a diradarsi, ma son sempre lì, nel bicchiere.

Alla vista, un po’ scarico ma bella l’intensità e ottima la tonalità, che ci fanno presagire qualcosa di speciale. Se non l’avessimo saputo, l’avremmo creduto un sauvignon dell’Alto Adige

Anche a bicchiere distante, si iniziano a sentire i profumi, primo fra tutti la salvia, una spremuta di salvia fresca! L’intensità diventa sempre più piacevole col passar del tempo e al naso arrivano i profumi tipici, intensi, armonici, eleganti.

In bocca, grazie anche alla bella acidità, è una potenza, un’esplosione di gusto con un crescendo di emozioni: un sauvignon da alta competizione, quindi.

Solo Francy l’ha trovato un po’ amaro in bocca, ma probabilmente è stato molto condizionato dal fatto che il sauvignon proprio non gli piace.

Il sauvignon si prende tutti ottimo e 1 eccellente e un paio di “Vino eccezionale!!”.

Le valutazioni delle schede sono andate dagli 84 agli 88.

Io ne sono rimasta davvero colpita, soprattutto per l’eleganza; ne sono rimasta affascinata.

Maremmante (2007), 50%Alicante e 50% Syrah

Si presenta con un colore bellissimo, intenso, polposo; ricorda la polpa della frutta rossa fresca e subito si attivano i sensi.

Al naso, pulito e intenso, si riconoscono il pepe, i frutti rossi; armonico e complesso ma non troppo impegnativo.

In bocca, le gengive vengono subito sensibilizzate dai tannini, che ci sembrano leggermente aggressivi e verdi ( tannini del raspo?!); presenta una buona struttura e una buona bevibilità.

Tra un annetto o due, siam sicuri che riuscirà ad esprimere ancora meglio le sue qualità.

Un vino che è piaciuto molto, soprattutto a Kitty e a Debora che hanno iniziato a sentire ‘profumo di Maremma’.

Le valutazioni delle schede sono andate dagli 84 agli 86, penalizzato un poco sulla finezza olfattiva che ci ha visti indecisi tra il buono e l’ottimo.

Finisterre (2006), 50% Alicante, 40% Syrah, 10% Cabernet franc, fermentazione in barrique e 18 mesi di affinamento in botti d’Allier

Queste premesse hanno fatto un pò storcere il naso a qualcuno per la paura del ‘troppo legno’, ma s’è dovuto ricredere.

Nonostante non sia filtrato si presenta limpidissimo, di un bellissimo colore caldo, intenso, invitante; ti fa venire in mente il broccato rosso, e ti vien quasi voglia di toccarlo per sentirne la sensazione sulle mani.

Gli archetti sul bicchiere sono consistenti, scendono morbidamente, accattivanti, tanto da farci continuare a giocare col bicchiere.

Al naso si presenta pulito, ricco, intenso e molto armonico; si percepiscono le spezie, il pepe e iniziamo a percepire i terziari.

In bocca è impattante, perché i tannini sono davvero piacevoli (belli, belli, belli !!), non aggressivi; si nota l’affinamento in legno, che contribuisce ad esaltare e non a coprire le caratteristiche dell’alicante e del syrah. Ha quel “certo non so che” di particolare, di speciale, probabilmente dovuto alla fermentazione in barriques. Ha un corpo ottimo, ma non ancora eccellente, così come la persistenza.

Lo abbiamo penalizzato sul retrogusto, per una puntina di amaro sulla lingua che ci è sembrata stonata. Ma coe detto inizialmente, abbiamo voluto fare le pulci su tutto…

Le valutazioni delle schede sono andate dagli 85 agli 87, penalizzato un poco sulla finezza olfattiva che ci ha visti indecisi tra il buono e l’ottimo, e il retrogusto.

Kitty, una volta avuto il vino nel bicchiere, l’ha subito portato alla bocca e bevuto; la valutazione dettagliata non serviva, secondo lei: ottimo e basta! Ancora prego…

Tra tutti, è il vino che è piaciuto di più…

Dopo la parte ‘tecnica’, abbiamo messo i vini in tavola in compagnia di qualche affettato…

Primo a finire, Finisterre, secondo Maremmante..

Il sauvignon è qui ora, accanto a me, che mi ispira carico di profumi intensi a +36h dall’apertura.

Nel complesso, siamo stati soddisfatti e ci siamo ripromessi di rifare la serata con tutta la gamma al completo, vini di Camillo compresi.

Una nota solo mia.

E’ da più di un anno che presto attenzione alla Poggioargentiera, al suo modo di essere presente in rete e comunicare; la definizione di vignaiolo 2.0 è quanto mai azzeccata e continua a rimanere un’eccezione.

Avevo già avuto occasione di assaggiare i vini dell’azienda ( Bellamarsilia e Maremmante) e ne conservo un piacevole ricordo; la degustazione per il tasting panel, ha confermato qualla sensazione di azienda ‘consistente’ che emerge dalla comunicazione; un’azienda vera, che è esattamente come si percepisce.

Un esempio, a livello di comunicazione/promozione, che continuerò a portare ai tanti che ancora oggi mi domandano perchè investire in comunicazione e soprattutto in comunicazione sul web.

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2 comments to Poggioargentiera, le nostre valutazioni

  • un grosso grazie da parte mia per esservi prestati all’esperimento. Purtroppo mi pare che delle 6 bottiglie spedite ne sono arrivate solo 4! (causa rottura in transito). Un vero peccato vista la vostra assoluta dedizione e serieta’ nel fare, come giustamente avete detto, “le pulci” ai vini.
    Vista la tua sensibilita’ all’argomento, ti voglio illustrare quali sono i “ritorni” per la mia azienda da una operazione del genere. Il primo naturalmente e’ la “conversazione”, on line e off line, che si puo’ generare intorno ai prodotti e all’azienda. Non mi aspetto di vedere salire le vendite domattina, ma uno dei nostri obiettivi e’ far conoscere di piu’, e sopratutto in una maniera diversa i nostri vini. Il secondo punto, per me altrettanto importante del primo, e’ avere un vero e proprio feedback sui nostri prodotti da parte di un pubblico il piu’ vasto possibile. Solo con i pareri degli altri, disinteressati e giustamente critici quando ci vuole, come i vostri, si puo’ crescere e essere spinti a fare sempre meglio. Un grazie a tutti e se passate dalle nostre parti veniteci a trovare.

  • Vedo che anche voi vi siete organizzati ben bene… 😉
    A Gianpaolo, oltre che a congratularmi nuovamente con lui per l’idea e l’esecuzione del progetto, aggiungo soltanto che oltre ad “essere spinti a fare sempre meglio”, con questi test si capisce anche cosa vorrebbero nel bicchiere i consumatori. Ognuno ha le proprie idee enologiche, ma alla fine produciamo per loro, no? 😉
    A presto

    Mirco