Archives

Premio Luigi Veronelli

Il 18 Giugno, nella solenne cornice del Teatro dell’Angelicum di Milano, si è svolta la cerimonia di consegna della terza edizione del Premio Luigi Veronelli, istituito da Class Editori e da Veronelli Editore in onore del più grande scrittore e critico italiano di enogastronomia scomparso nel 2004.
A ritirare i riconoscimenti, gli operatori ( comunicatori e tecnici ) del mondo dell’enogastronomia italiana e internazionale ritenuti particolarmente meritevoli dall’ampia e composita giuria.

Tra candidati e vincenti, anche i wineblogger Elisabetta Tosi ( VinoPigro) , Eric Asimov ( The Pour by Eric Asimov ) , Luciano Pignataro ( Luciano Pignataro WineBlog) Stefano Buso (Mangiaeabbina).

A dimostrazione di come l’informazione, anche nel settore wine&food, stia sempre più velocemente dirigendosi e consolidandosi nel web, non solo attraverso le versioni on line delle riviste cartacee e ai portali dedicati, ma anche e soprattutto grazie ai blogger.

L’elenco completo e le motivazioni della premiazione:

Miglior giornalista di enogastronomia
alla carriera
Antonio Paolini
“per l’acutezza con cui da oltre vent’anni sa andare oltre la pura critica enogastronomica, nella sua attività giornalistica e di collaboratore alle guide dei ristoranti, sapendo cogliere prima che diventino espliciti i mutamenti del costume, i cambiamenti degli stili di vita, le rivoluzioni del gusto”

Altri candidati: Gilberto Arru, Emanuele Pellucci

all’emergente
Luciano Pignataro
“in pochissimi anni, partendo dalla rubrica enoica pubblicata sul Mattino di Napoli, e sfruttando con intelligenza le possibilità del web con un sito internet personale, ha saputo diventare un punto di riferimento importante per tutto ciò che riguarda il vino della Campania, restando fedele alla vocazione di cronista che sa comunicare, insieme alle notizie, anche le emozioni”

Altri candidati: Elisabetta Tosi, Stefano Buso

Miglior giornalista di enogastronomia in lingua estera
Eric Asimov
“critico enogastronomico del New York Times, ha saputo mantenere, da questa prestigiosa tribuna, una coraggiosa indipendenza di giudizio, ponendosi spesso fuori del coro e manifestando, pur non essendo un wine-writer in senso stretto, una profonda conoscenza del vino italiano, che dichiara di apprezzare soprattutto quando sa esprimere senza infingimenti il territorio da cui ha preso vita”

Altri candidati: Michelle Shah, Gilles Pudlowski

Miglior scrittore di enogastronomia
alla carriera
Luigi Cremona
“per la sincera passione con cui, ingegnere affascinato dalla cultura enogastronomica, non si è limitato a diventare giornalista, a inventare eventi, a curare guide dei vini e dei ristoranti, ma ha saputo immergersi nella realtà di territori profondamente diversi, dal Friuli alla provincia di Rieti, per esprimerne l’essenza con libri che hanno lasciato il segno”

ex-aequo
Giuseppe Lo Russo
“per lo stimolante ideario di gastronomia, cucina e altro che ha pubblicato dieci anni fa con il suo graffiante e colto L’antigastronomo, e per il prezioso contributo che ha dato alla storia dell’alimentazione con i suoi libri successivi, sempre attenti agli usi e comportamenti di consumo, culminati con La cucina del Mediterraneo”

Alto candidato: Mario Mariani

all’emergente
Cetta Berardo
“per la sensibilità con cui, tra i numerosi libri di storia e di critica che ha pubblicato, ha voluto dedicarne alcuni al rapporto tra cibo e letteratura, in particolare al modo in cui l’uno è stato percepito dall’altra, con una ricerca che ha raggiunto i risultati più coinvolgenti quando è scesa in profondità nell’opera di uno scrittore della sua terra, da lei molto amato, portando i lettori Alla tavola di Giovanni Arpino”

Altri candidati: Barbara Carbone, Emanuela Audisio

Miglior scrittore di enogastronomia in lingua estera
Gillian Riley
“amante dell’Italia, è da anni impegnata nello studio dei suoi cibi: uno studio che l’aveva già portata 15 anni fa a occuparsi di un trattatello secentesco sulle erbe e sui frutti che si mangiano nella penisola, individuando nel dimenticato autore, Giacomo Castelvetro, un antesignano della cucina mediterranea, e che è culminato adesso in un bellissimo e documentato volume, pubblicato negli Stati Uniti dall’Oxford University Press, sull’Italian Food dall’A alla Z”

Altri candidati: Jay McInerney, Joanne Harris

Miglior vignaiolo
alla carriera
Nicodemo Librandi
“per aver condotto insieme al fratello Antonio, e a spese della loro azienda, un’imponente operazione di recupero di vitigni autoctoni calabresi a rischio di estinzione (da cui sono anche nati importanti vini), organizzando in collaborazione con Università, pubbliche amministrazioni e centri scientifici una approfondita ricerca che ha già dato vita a tre convegni di risonanza mondiale, guadagnandosi il patrocinio dell’Oiv, Organisation internationale de la Vigne et du Vin, e ha ottenuto incoraggianti risultati, messi generosamente a disposizione di tutti i produttori della regione”

Altri candidati: Elisabetta Geppetti, Walter Massa

all’emergente
Gavino Sanna
“perché, dopo essersi qualificato come il più brillante pubblicitario italiano comunicando attraverso la carta stampata, la radio e la tv, sta sperimentando adesso la comunicazione per mezzo del vino. Lo fa nella sua terra natale, la Sardegna, e non opera per conto terzi: il vino lo produce lui stesso con un’azienda, Mesa, di cui è comproprietario e che ha impiantato 50 ettari di vigneto”

Altri candidati: Federico Aldrovandi, Moreno Petrini

Miglior patron
alla carriera
Herbert Hintner
“per aver svolto il ruolo di apripista nel rinnovamento della ristorazione in Alto Adige, trasformando vent’anni fa lo Zur Rose di San Michele Appiano da trattoria di famiglia a ristorante d’alto rango e orientandone la cucina verso la creatività, nel rispetto della tradizione, con un tale equilibrio da diventare, quand’è stato chiamato alla testa dei giovani ristoratori, il leader delle nuove generazioni di tutta Italia”

Altri candidati: Mauro Piscini, Filippo Chiappini Dattilo

all’emergente
Andrea Berton
“per le qualità progettuali e manageriali dimostrate, facendo tesoro delle esperienze accumulate presso Alain Ducasse, Gualtiero Marchesi e Giorgio Pinchiorri, nella meditata ristrutturazione del ristorante Trussardi alla Scala e nella elaborazione di una linea e di una tecnica di cucina di successo, riuscendo nell’impresa più volte tentata e mai riuscita di far esprimere al locale tutte le potenzialità creategli dalla straordinaria collocazione in uno dei luoghi più prestigiosi di Milano”

Altri candidati: Enrico Crippa, Cristian Magri< br />
Miglior maître
Alessandro Giani
“per essere un tassello di fondamentale importanza nell’esemplare mosaico che rende unica e incomparabile l’Enoteca Pinchiorri: l’impeccabile servizio a cui sovrintende, attento e premuroso, non è mai ingessato e sa mettere qualunque tipo di ospite a proprio agio: una caratteristica rara, che presuppone grande umanità, oltre a un acuto spirito d’osservazione e non comuni capacità organizzative”

Altri candidati: Gisella Eynard, Natasha Santandrea

Miglior oliandolo
Gionni Pruneti
“per la costanza nella ricerca della qualità più elevata, che ha sviluppato ponendo obiettivi via via più ambiziosi all’azienda agricola di famiglia, presente in questo campo da oltre un secolo, e scegliendo la strada degli oli monovarietali, con i quali ha toccato vertici straordinari, che confermano la validità delle intuizioni di Luigi Veronelli”.

Altri candidati: Cosimo Tassini, Emanuele Alberghina

Miglior grappaiolo/distillatore
Mario Pojer
“per aver sempre svolto l’attività di distillatore, in società con Fiorentino Sandri, senza considerarla secondaria a quella di vignaiolo produttore vinicolo, con uno spirito innovativo che lo ha fatto essere il primo in Trentino a produrre grappe monovitigno e il primo in assoluto a distillare vinacce senza vinaccioli, ma con un rigore che lo ha visto spesso polemico con chi trasforma i distillati in liquori dolcificandoli, colorandoli, aromatizzandoli”

Altri candidati: famiglia Roner, fratelli Rovero

Miglior wine-maker
alla carriera
Dante Scaglione
“per i brillanti risultati conseguiti nei 16 anni in cui ha messo la sua competenza tecnica al servizio di un vinificatore eccezionale come Bruno Giacosa, di cui è stato il braccio destro con esemplare modestia, senza mai mettersi in mostra. E’ un riconoscimento, questo, che riceve nel momento in cui ha deciso di intraprendere una nuova attività, quella di consulente, mettendo a frutto la straordinaria esperienza che ha vissuto con quelle doti di concretezza, niente fumo tutta sostanza, che gli sono proprie”

Altri candidati: Fabrizio Marzi, Stefano Chioccioli

all’emergente
Massimo Azzolini
“per l’impegno che ha profuso e i risultati che ha raggiunto nelle aziende a cui presta la sua consulenza, in Trentino soprattutto, e da Gavi ai Colli Piacentini, senza abbandonare per questo la ricerca e l’approfondimento scientifico (in particolare sull’adattabilità dei vitigni alla terra in cui sono coltivati), con un equilibrato rapporto tra l’esperienza sul campo e quella in laboratorio che sarebbe piaciuto a Luigi Veronelli”.

Altri candidati: Francesca Arquint, Stefano Capelli

Migliore artigiano alimentare
Giovanni Verdese
“per aver sempre prodotto il suo torrone usando miele artigianale e non sciroppo di glucosio, albume d’uovo e non gelatina, nocciole della qualità tonda gentile delle Langhe, sbucciate e selezionate a mano una per una, più un pizzico di vaniglia, e aver cotto l’impasto per 12 ore anziché quattro. La differenza si è sentita: è così ch’è nato il mito del torrone di Canelin”

Altri candidati: Paolo Parisi, Gino Galieti

Miglior etichetta od oggetto da tavola più innovativo
Taste-huile
“ideato da Lorenzo Piccione di Pianogrillo, produttore oleario, e progettato dal designer Köbi Wiesendanger, è uno strumento in acciaio inossidabile che permette di cogliere i profumi più segreti dell’olio extravergine d’oliva e di degustarlo in modo da percepirne ogni sfumatura aromatica, ma allo stesso tempo è dotato di beccuccio per l’utilizzo diretto dell’olio a tavola, al posto dell’antiestetica bottiglia aperta. Un inedito oggetto di grande eleganza che coniuga funzione e design”

Altri candidati: Identity Segnabicchieri di Pulltex, Cavatappi Long Lever

Miglior sito di enogastronomia
Cronachedigusto.it
“per attirare l’attenzione su questo giornale on line basterebbe il fatto che è il primo di carattere enogastronomico della Sicilia. Ma è il lavoro svolto della squadra stretta intorno a Fabrizio Carrera a stimolare interesse e curiosità: inchieste, reportage, consigli, interviste, racconto dei prodotti, dei luoghi e degli uomini del cibo e del vino isolani, affrontati non solo con puntuale competenza, ma anche con una scrittura che esce dalle monotone maglie della specializzazione tecnica”

Altri candidati: lospicchiodaglio.com, chefdicucinamagazine.com

Miglior film o trasmissione radiotelevisiva a tema gastronomico
Ratatouille
“la felicità creativa ha fatto di questo film d’animazione un successo di cassetta, ma al di là degli incassi è stata la bonaria ironia con cui sono tratteggiati personaggi tipici della gastronomia non solo francese, lo chef Auguste Gusteau e il critico gastronomico Anton Ego, detto il Truce Mangiatore, a colpire il pubblico, trasformando in apologo le avventure del topolino Remy, che realizza i suoi piatti manovrando uno sguattero per i capelli come fosse, qui il genio artistico dei creatori, una marionetta”

Altri candidati: Un’ottima annata, L’arte di vivere (Radio Marconi)

La sagra gastronomica più interessante o vivace o curiosa
Girotonno
“realizzata ormai la sesta edizione, il Girotonno si è affermato come una kermesse che va ben al di là della sagra popolare. La sua originale formula, che attira migliaia di visitatori con i padiglioni gastronomici e mobilita giornalisti di
tutta Europa per comporre la giuria di una gara fra gli chef dell’area mediterranea, ha imposto Carloforte come autentica capitale delle cultura mondiale del tonno”

Altri candidati: Aria di Festa (San Daniele del Friuli), Festival del Peperoncino (Diamante), Sagra della castagna (Marradi)

Il comune che più si è adoperato per la salvaguardia dei prodotti agroalimentari
Comacchio
“non è soltanto il comune inteso come amministrazione pubblica, che si è adoperato per la salvaguardia del suo prodotto ittico simbolo, ma è l’intera comunità che ha conservato viva la cultura dell’anguilla. I ristoranti propongono questo pesce in brodetto, fritto, al forno, in graticola, mentre la versione marinata trionfa fra i prodotti tipici lungo la Strada dei vini e dei sapori della provincia di Ferrara. Solo questa convinta mobilitazione comunitaria può spiegare perché, nell’immaginario collettivo, non si possa dire anguilla senza pensare a Comacchio. E viceversa”.

Altri candidati: Malalbergo (asparagi di Altedo), Seggiano (olio extravergine di oliva)

La Giuria, inoltre, ha assegnato due riconoscimenti speciali a due personalità che si sono particolarmente distinte per la loro attività.

Menzione speciale
per la miglior conduttrice di trasmissione enogastronomica tv
Antonella Clerici
“per aver saputo introdurre con naturalezza elementi di cultura materiale in una trasmissione di forte impronta popolare come La prova del cuoco, manifestando un grande senso dello spettacolo e facendo leva su una naturale carica di simpatia umana che fa tornare alla mente l’indimenticabile partecipazione di Ave Ninchi alla trasmissione A tavola alle sette di Luigi Veronelli”

Premio speciale
Miglior produttore straniero di vino italiano in Italia
Carole Bouquet
“Attrice per vocazione, star internazionale fin da quando, giovanissima, fu portata al successo dal film Quell’oscuro oggetto del desiderio di Luis Buñuel, Carole Bouquet è diventata vignaiuola producendo Passito (e olio extravergine d’oliva) con le uve (e le olive) dei 10 ettari di terreno che possied

e a Pantelleria. E si è talmente innamorata del vino e dell’isola che è diventata l’ambasciatrice dei prodotti agricoli panteschi nel mondo”

You must be logged in to post a comment.