Archives

Il mondo del vino secondo Il Mondo

Nei giorni scorsi, Il Mondo ha pubblicato un’indagine dedicata al mondo del vino.

Driver di sviluppo è l’export: le vendite all’estero, nel 2011, hanno toccato l’11% in più rispetto al 2010, con 4,4 miliardi di incassi.

Secondo l’indagine della giornalista Anna Di Martino, quello del vino è un mercato che gira e continua a rappresentare la prima voce della bilancia dell’agroalimentare: sono circa 384 mila le aziende, per un totale di 700 mila occupati, che diventano 1.2 milioni considerando l’indotto.

Nel complesso, sono positive anche le prospettive 2012, anche se una delle preoccupazioni maggiori è l’aumento del costo della materia prima che, nel 2011, ha toccato anche il 30%. Trasferendosi sul prezzo finale della bottiglia, aumentato, dall’inizio dell’anno, in media del 5%, a cui ha risposto un calo dei consumi, in Italia, del 2%. Il vino italiano, insomma, gira, ma è vietato sedersi sugli allori.

Il Mondo stila una classifica che raccoglie le più grandi imprese del mercato (77), titolari di un fatturato superiore ai 10 milioni di euro nel 2011, che rappresenta il 40% del giro d’affari del comparto, e il 50% dell’export (2,198 miliardi di euro sui 4,4 totali).

Cioè, delle 384 mila aziende presenti in Italia, 77 rappresentano  il 40% del giro d’affari del comparto, e il 50% dell’export.

Apre la “top 10” de “Il Mondo” Cantine Riunite & Civ, con 500 milioni (+11,8% sul 2010), seguita da Caviro, con 171,1 (-9%), e Cavit con 151,6 milioni (+11,4%). Posizione n. 4 per Fratelli Martini, con 150 milioni (+8,7%), n. 5 per Mezzacorona, con 148,6 (+2%), n. 6 per Antinori, con 145 (+10,1%). Chiudono il Gruppo Campari con 133,3 milioni di euro (+1,1%), Zonin con 126 milioni (+19%), Giordano Vini con 118,3 milioni (-4,6%), ed Enoitalia con 95 (+21,3%).

Il vino nella Rete

Freedata Labs ha condotto un’indagine di web listening per la rivista Beverage&Grocery, analizzando tutti i contenuti prodotti in rete nel corso degli ultimi 12 mesi in merito ai 70 vini DOCG prodotti nel territorio italiano ed ai 15 vini (italiani) più venduti in GDO.

Quanto, dove e come si parla di vino in Rete?

Il buzz prodotto proviene principalmente da tre canali digitali: il Mainstream (siti di news, redazionali e istituzionali) col 54%, i Blog col 23% e i Forum col 9%; il restante 14% si ripartisce fra Microblog (caratterizzato nella sua quasi totalità da Twitter), Video e Foto Sharing e Social Network.

I differenti profili fra i tre canali digitali conduce ovviamente a diverse tematiche trattate all’interno dei contenuti raccolti. Mentre nei Mainstream e nei Blog la presenza di siti specializzati nell’enogastronomia fa sì che gli articoli e i post pubblicati siano indirizzati principalmente a un pubblico esperto del mondo del vino, nei Forum gli utenti discutono in modo meno tecnico e professionale e sicuramente con un linguaggio diverso da quello degli addetti ai lavori.

Nei Forum le conversazioni si sviluppano lungo due principali filoni: le occasioni di consumo, i consigli tra gli utenti e lo scambio di opinioni.
I vini più chiacchierati sono, tra quelli analizzati, Chianti, Lambrusco e Brunello di Montalcino, che presentano, tra l’altro, pagine Facebook con un elevato numero di likers (dai 20.000 ai 110.000 ‘likes’).

Si parla di vini ma poco di cantine ed etichette: in termini quantitativi la percentuale dei contenuti che riguarda cantine ed etichette passa da circa il 7% dei Mainstream al 6% dei Blog fino al 3,5% dei Forum.

Le conclusioni a cui arriva la ricerca sono fondamentalmente due: in Rete si parla (e tanto) di vino ma non si parla di brand.

Gli utenti sono interessati a saperne di più, si confrontano, cercano aiuto soprattutto all’interno delle web community che frequentano abitualmente e che non sono specializzate nell’eno-gastronomia. Utilizzano un linguaggio semplice, presentano i propri gusti ma non si spacciano per esperti ancor meno per addetti ai lavori.

Il concetto di marca (sia essa cantina o etichetta) è quasi assente: gli utenti parlano in rete del tipo di vino ma raramente la conversazione scende al livello dell’etichetta presente sul mercato.

Sulla scorta di queste due conclusioni, i ricercatori si auspicano che i principali produttori italiani di vino vengano stimolati ad evolvere la propria strategia di comunicazione (non solo digitale) verso un contesto più social e meno tradizionale.

La maggioranza dei consumatori ha il bisogno di confrontarsi e raccogliere informazioni ad un livello di maggior semplicità e socialità; oggi, questo ruolo informativo/formativo è ricoperto dagli utenti stessi (i più esperti e appassionati) lasciando alle cantine e ai produttori l’onore e l’onere di comunicare agli esperti del mercato.

Un comune filo conduttore da seguire è l’approccio mirato al confronto e allo scambio di informazioni con il consumatore con l’adozione di un linguaggio più semplice, più pratico.

Queste conclusioni mi trovano abbastanza d’accordo e mi piace che arrivino numeri a sostenere quanto ci diciamo, noi addetti ai lavori.

Non più alimento ma nemmeno bevanda, il vino deve trovare una nuova funzione e grazie alle chiacchiere in Rete, pian piano emerge un nuovo profilo; in Rete si parla di vino e fortunatamente se ne parla tanto associato al concetto di convivialità e socialità.

Credo che tutti gli operatori presenti in Rete, siano essi produttori, grandi o piccoli, giornalisti, intermediari, dovrebbero avere un ruolo informativo/formativo utilizzando messaggi semplici (non semplicistici nè banali) e chiari; far capire che esiste una differenza tra un metodo classico e uno charmat, tra un Nebbiolo di Valtellina e uno di Langa, è tanto importante quanto far comprendere le enormi differenze di prezzo tra prodotti simili. Solo così si fa chiarezza e si aiuta a scegliere.

Grandi o piccoli, i produttori dovrebbero sfruttare l’opportunità che la Rete offre di essere vicino al consumatore e di poterlo guidare, assumendo l’importante ruolo di promotori della cultura enogastronomica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’impronta digitale del vino, gli interventi

Il mio lunedì di Vinitaly è stato dedicato al digitale nel mondo del vino con il convegno “L’impronta digitale del vino”, organizzato da WineAmore ed Artù. Sottotitolo: “liste dei vini digitali, social network, mobile marketing, prenotazioni online: impatti, testimonianze, scenari”.

La Dott.ssa Bilisco, ricercatrice dell’Osservatorio ICT&Management del Politecnico di Milano, ha presentato numeri importanti relativamente ad internet e al mobile: 2.1 miliardi di utenti, di cui 476.2 milioni in Europa, più di 800 milioni di iscritti Facebook, 225 milioni di iscritti a Twitter, 2.4 miliardi di accounts iscritti a SN, 1.2 miliardi di abbonamenti mobile data attivi.

In Italia la penetrazione degli smartphone oggi raggiunge il 50% di chi possiede un telefono cellulare, la più alta in Europa, e cresce rapidamente anche la diffusione dei tablet: i dati ci confermano come entrambi questi device abbiano un ruolo fondamentale nelle scelte di acquisto di tutti i giorni.
Altrettanto importante è il fenomeno delle applicazioni utilizzate per gli acquisti, diffuse tra l’81% di chi scarica applicazioni da tablet e tra il 17% di chi lo fa da smartphone.

David Casalini, co-fondatore di RnD Lab, si è concentrato sul nuovo mondo delle Applicazioni e del loro possibile utilizzo in questo contesto rinnovato, pronto ad aprirsi alle nuove strategie che le aziende sapranno sperimentare.

Sergio Cocco, Co-fondatore di WineAmore, e Simone Tomaello, Co-fondatore di MiSiedo, hanno presentato le loro applicazioni.

MiSiedo è un servizio real time di prenotazione tavoli per ristoranti in Italia; sia via browser che tramite la app dedicata, è possibile prenotare in pochi clik un tavolo al ristorante scelto. MiSiedo propone anche un programma fedeltà, che permette di guadagnare voucher omaggio.

WineAmore è una applicazione per iPad che può sostituire la Carta dei Vini dei ristoranti con una Lista dei Vini digitale, interattiva, multimediale e multilingua, con incluse informazioni di dettaglio sui vini. Il ristoratore avrà la sua versione personalizzata e potrà gestire in maniera autonoma ed efficace l’offerta. Il produttore avrà in mano un ottimo strumento di marketing e promozione in un momento delicato come la scelta al tavolo.

A concludere il mio intervento.

La Rete è una straordinaria opportunità e “I social media non sono delle tecnologie, ma degli ambienti“, come disse Boccia Artieri.
I mercati sono relazioni, perché le persone si incontrano, si confrontano, creano passaparola.
Il vino, da semplice alimento, è diventato prodotto emozionale, che ha a che fare con la sensibilità, la percezione, la convivialità e la socialità; la comunicazione diventa quindi racconto, emozione, sensazione, condivisione.

Le persone, in Rete, condividino interessi, passioni ed esperienze: bastano pochi scambi per organizzare degustazioni e incontri in cantina, come le degustazioni seriali (#colfondo2 , #barbera2 , #grignolino1, etc) e i VinixLive. Momenti di avvicinamento al vino e alle aziende, che permettono anche alle realtà più piccole, con sforzi economici minori, di farsi conoscere e relazionarzi con un pubblico più ampio.

I Social Network, con questo continuo scambio di informazioni, impressioni, aiutano anche il consumatore meno esperto ad avvicinarsi ad un mondo che troppo spesso ha allontanato i neofiti con una comunicazione troppo impegnata ed impegnativa.
I Social Media, in sintesi, aiutano a creare relazioni sia col trade che col consumatore finale.

Nell’attuale panorama enologico italiano dove le aziende che lavorano a buoni livelli qualitativi sono ogni giorno più numerose, acquisisce particolare importanza la capacità di attivare processi di comunicazione tesi non solo ad aumentare la propria visibilità ma anche a consolidare il legame con il consumatore finale.

A questa esigenza ha risposto Tweet Your Wines, iniziativa nata su Twitter, che ha coinvolto un gruppo di produttori, presenti a Vinitaly; grazie all’iniziativa, questi espositori hanno ottenuto una grande visibilità sia in Rete che all’interno della manifestazione usando strumenti come Twitter, Facebook, Foursquare.

Vinitaly, a posteriori

Sabato sera, in risposta ad un amico che mi chiedeva come stessi a poche ore dall’inizio di Vinitaly, la mia risposta è stata come la notte prima degli esami: un misto di ansia da prestazione ed eccitazione, perché Vinitaly è uno dei momenti più importanti dell’anno, stracolmo di aspettative, che piaccia o meno.

Il cambio date, da domenica a mercoledì, mi impensieriva: sembra banale, ma ha obbligato ad una riorganizzazione dei tempi, non solo per la compressione della mole di lavoro da fare in 4 anziché 5 giorni. A posteriori, queste nuove date mi sembrano davvero funzionali: temevo che il mercoledì sarebbe stata una giornata sprecata, ma mi sono dovuta ricredere.

Il mio Vinitaly è andato più o meno da programma, nonostante gli impedimenti tecnici; mi rifersico alla difficoltà (per intere ore, impossibilità) di riuscire a connettersi alla Rete e di riuscire a fare una telefonata (ne han già parlato anche Caffarri, Nadali, e altri) : live twitting saltati, contest andati a remengo, appuntamenti e persone persi, contenuti caricati con ritardi di ore, etc. Diciamo che in questo Vinitaly le PR sono state ben lontane dall’essere digital. Si dice che per l’anno venturo, qualcosa si stia già facendo.

Un Vinitaly, il mio, molto defilato e stanziale che mi ha concesso pochi momenti di immersione tra gli stand: pochi ma buoni, soprattutto per gli incontri, gli amici, gli assaggi.

Leggendo i racconti di Carlo Macchi (Varieitaly e eventualitaly), Fiorenzo sartore (Dopo il Vinitaly 2012: cosa mi è piaciuto, cosa mi è dispiaciuto (svariati i dispiaceri), Slawka Scarso (Vinitaly 2012, un po’ win, un po’ fail), e tanti altri, Vinitaly si conferma l’appuntamento importante per l’eno-mondo, la kermesse debordante che ti mette alla prova (anche fisicamente), insomma, come scrive Filippo Ronco: Vinitaly enoico asse cartesiano, Vinitaly fionda, motore e volano, titanico perno filosofale su cui ruota tutto l’enomondo italiano.

Vinitaly è appena finito e già ci prepariamo alla prossima edizione, con un misto di malinconia e attesa.

L'ufficio stampa ai tempi di Vinitaly

Vinitaly è il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati; questa del 2012 è la 46°, quindi, ogni anno, da 46 anni, va in scena.

E’ la più importante manifestazione legata al vino non solo in Italia e una delle più importanti a livello mondiale.

Per capire la portata l’ed. 2011 ha ospitato oltre 4 mila espositori, su un’area espositiva di 95 mila metri quadri, registrando 156 mila visitatori, dei quali oltre 50.000 esteri provenienti da più di 110 Paesi.

Il Vinitaly è uno di quegli impegni che vengono preparati (o si dovrebbe preparare) un anno con l’altro: siamo al 21 marzo 2012, ma si iniziano a fare pensieri per l’edizione 2013.

Sono veramente poche le aziende che non partecipano, per i più svariati motivi, a Vinitaly; e fa più notizia l’assenza di qualcuno, che non la presenza.

Chi conosce un poco l’andazzo, sa che a meno di un mese dalla manifestazione, i giochi sono fatti: non c’è comunicazione, pubblicità, comunicato stampa, che tenga. Continua però la fiera dell’inutilità.

Ancora a pochi giorni dall’inizio della manifestazione, gli uffici stampa riempino le caselle email di comunicati: “Pallino porta l’aperitivo a Vinitaly“,  ”Pinco, in occasione dell’imminente edizione di Vinitaly, sarà lieta di riceverti nel proprio spazio“,  ”Dopo il successo a…il vino di Nonna Papera viene presentato a Vinitaly“, e via sulla falsa riga.

Comunicati stampa che in pochi (voglio essere ottimista) leggeranno, giornalisti e redazioni, in primis. Comunicati stampa che diventano, lentamente, un fastidio, perché distraggono e rischiano di far perdere, nella mole, comunicazioni più importanti.
Provate a seguire su Twitter l’#vinitaly: avrete uno spaccato di chi-comunica-cosa-come e del come tante comunicazioni vengano recepite.

Vengono riesumati account su Twitter, dopo mesi di inattività per comunicare la presenza (“anche noi a Vinitaly: PadX, Stand Y“) o il nuovo prodotto (“Cippolippo, l’aperitivo che aspettavi: in anteprima a Vinitaly, PadX, Stand Y“).

Alle pagine Facebook viene data una spolverata, con il copy/paste del comunicato stampa, con la ripetizione, ogni 24h, del a Vinitaly ci trovi qui.

C’è anche chi si ricorda di aggiornare la sezione news del sito web con la comunicazione, subito dopo, in ordine temporale, agli auguri di Natale.

E dopo Vinitaly, la musica non sarà molto diversa: pioggia di comunicati per comunicare il grande successo a Verona, il grande riconoscimento per Cippolippo, etc.

Poi, finalmente, la quiete: voglio sperare che dopo Pasqua, le nostre caselle mail inizieranno a tirare un sospiro di sollievo.

Non voglio insegnare niente a nessuno, però mi sento di consigliare di applicarsi in comunicazione tutto l’anno, creando flussi costanti, costruendo e coltivando relazioni, partendo dalle attività basiliri: aggiornamento di sito web, pagine Facebook, utilizzo di tutti gli strumenti della cassetta degli attrezzi con oculatezza e buon senso.

Insomma, inutile urlare in mezzo alla folla: facciamo sentire la nostra voce quando gli altri non parlano e c’è chi ci può ascoltare.

 

 

Il (mio) Vinitaly 2012

Una manciata di giorni e ci buttiamo nell’arena di Vinitaly.

Col senno di poi, quello maturato in anni di manifestazione, sappiamo che l’agenda, organizzata con così tanta cura con mesi d’anticipo, andrà a farsi friggere: solo i buyers (esteri), non si sa come, riescono a rispettare gli orari degli appuntamenti, con uno scarto di pochi minuti.

Io, per andare dalla Sicilia al Veneto, ci impiego almeno un paio d’ore: l’amico che incontri per caso, il vino che non assaggi da un anno, l’importatore che ti chiede indicazioni, lo stand eclettico, le hostess appariscenti… Dove ti giri, qualcosa attira l’attenzione e distoglie dal cammino.

Vinitaly è il momento per consolidare rapporti, personali e commerciali; forse è anche un momento in cui si riesce a concludere affari, forse.

Ma il mio Vinitaly ideale sarebbe un momento ‘formativo’, fatto di degustazioni, fuori platea, in qualche sala tranquilla, silenziosa e poco affollata, e convegni.

Spulciando nell’elenco dei Convegni ne ho trovati molti interessanti: diversi sono in contemporanea e, ahimè, dovrò fare una scelta.
Di seguito, quelli che ho segnato in agenda: se ne riuscirò a seguire almeno 4, sarò ben contenta.
Come noterete l’eco-sostenibilità nel settore vinicolo è un tema di cui si inizia a parlare e che, secondo me, prenderà sempre più importanza sia nella teoria che nella pratica.

Lunedì 26 Marzo

  • L’impronta digitale del vino. Liste dei vini digitali, social network, mobile marketing, prenotazioni online: impatti, testimonianze, scenari. Organizzato da Edifis ­Art in collaborazione con WineAmore Srl  [Questo è uno dei 4 certi, perché sono tra i relatori].
  • I nuovi comportamenti di acquisto e consumo di vino nella grande distribuzione, organizzato da Vinitaly in collaborazione con Symphony IRI Group e Marilena Colussi Ricerche di Mercato/CRA.
  • La filiera olivicola italiana incontra il mercato: strumenti ed opportunità per migliorare il rapporto delle imprese con i consumatori, organizzato da Sol in collaborazione con Unaprol.
  • Siamo sostenibili! L adattamento della viticoltura ai cambiamenti climatici, organizzato da Città del Vino, Coldiretti e Greenpeace.
  • Il vino sostenibile. Un progetto Italiano per l’Eco-Sostenibilità nella Viticoltura, organizzato da Ministero dell’Ambiente.

Martedì 27 Marzo

  • Vino italiano, terapie anti­spread. Strategie per aumentare il valore dei nostri vini all estero, organizzato da Confagricoltura.
  • Il vino si fa con l’uva: valorizzare il viticoltore per valorizzare il vino italiano, organizzato da Cantine Viticoltori Veneto Orientale in collaborazione con Vinitaly.
  • La natura del Vino. Ciclo di conversazioni e degustazioni, organizzato da ViViT.
  • Il consumo di vino nel “fuori casa”, organizzato da Vinitaly e Axiter/Confcommercio ­Unicab.
  • La tracciabilità come strumento di marketing strategico, organizzato da Unione Consorzi Vini Veneti Doc, Consorzio dell’Asti Docg, Consorzio Vino Chianti Classico.
  • Mercato del vino: dal cambiamento alla discontinuità. Strategie per piccole,medie e grandi imprese, organizzato da L’Informatore Agrario.
  • Tradizione, evoluzione o rivoluzione: come cambia il vino? Prime evidenze del “Rapporto di filiera Vino”, organizzato da Gruppo 24 Ore ­ Area Businness Media in collaborazione con Vinitaly.

Gli altri impegni? Nuovi nati da presentare, un anniversario da festeggiare, un market place da lanciare, nuovi servizi da proporre, strategie social da comunicare, collaborazioni da consolidare, amici da rivedere, conversazioni da facilitare e relazioni da costruire…

Convegno | L'impronta digitale del vino

Il tema che accompagna il Vinitaly 2012 è “Il vino nell’alta ristorazione”: come cambiano domanda e offerta, quali sono i trends, quali gli strumenti per proporlo al consumatore che si dimostra sempre più attento a quel che si ritrova nel bicchiere.
La carta dei vini cambia e si trasforma, grazie anche alle nuove tecnologie.

WineAmore ed Artù, organizzano un convegno, all’interno di Vinitaly, per parlare di questo tema: ”L’impronta digitale del vino: Liste dei vini digitali, social network, mobile marketing, prenotazioni online: impatti, testimonianze, scenari“.

Tra i Relatori ci sono anch’io, per parlare di quali ritorni e benefici è possibile aspettarsi utilizzando questi strumenti.

Dopo una presentazione dedicata allo stato attuale del mobile marketing, passeremo in rassegna le soluzioni del web 2.0 e non solo; tra queste, WineAmore, un’applicazione per realizzare una carta dei vini multimediale e interattiva.

Relatori del Convegno:

Elena Bilisco, Ricercatrice Osservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano;
Sergio Cocco, Co-fondatore di WineAmore;
Simone Tomaello, Co-fondatore di MiSiedo;
David Casalini, Web & Mobile Designer, fondatore di R’nD lab;

Presiede: Alberto P. Schieppati – Direttore Editoriale di Artù.

Il convegno si svolgerà presso la sala Puccini nella giornata di lunedì 26 marzo, dalle 10,30 alle 12,00.

È possibile registrarsi collegandosi all’indirizzo wineamore.eventbrite.com.

Come cambiano le Relazioni Pubbliche!

“Public relations is a strategic communication process that builds mutually beneficial relationships between organizations and their publics”.

La nuova definizione di Relazioni Pubbliche arriva dagli Stati Uniti, a seguito dell’importante progetto “Redefining Public Relations in the Age of Social Media” promosso da PRSA, che ha raccolto e organizzato i contributi di quanti hanno partecipato.

Grazie alle 927 definizioni elaborate da professionisti e non, a tutti i commenti, positivi e negativi, pervenuti, la PRSA è giunta a questa definizione finale.

Con questa nuova definizione, le RP ottengono il riconoscimento di processo di comunicazione strategica e viene evidenziata la simmetria della relazione tra l’organizzazione e i suoi pubblici.

Quindi, se mi occupo di RP, facilito le conversazioni e costruisco relazioni vantaggiose…ma continuo a non ballare sui cubi.

 

Sempre più bio

Secondo i dati di Cia (Confederazione italiana agricoltori) l’Italia si conferma leader europeo nella produzione biologica, confermando lo stato di buona salute di un comparto che cresce ininterrottamente dal 2006.
L’Italia da sola fa il 15% del fatturato Ue e il 5% di quello mondiale; vale a dire -ricorda la Cia- più di 3 miliardi l’anno, una fetta significativa dei 20 miliardi che rappresentano il valore del comparto in Europa e dei 55 miliardi a livello mondiale . Continue reading Sempre più bio

Qualche domanda a...Francesco De Franco

Intervista a Francesco Maria De Franco, proprietario e tutto fare (così si è definito) di ‘A VITA (Cirò Marina | KR); l’azienda, fondata nel 2008, produce circa 15.000 bottiglie distribuite su 4 etichette.

Francesco Maria De Franco in 140 caratteri: Quando penso sono razionale quando faccio sono istintivo: un conflitto continuo. Se Francesco non avesse fatto il produttore di vino avrebbe continuato a fare l’architetto.

‘A VITA in 140 caratteri: un laboratorio culturale.

Continue reading Qualche domanda a…Francesco De Franco