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27 gennaio 2012

Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

“La Farfalla” | Tonino Guerra
[Immagine Pascucci 1826]

Qualche domanda a...Camilla Monteverdi

Intervista a Camilla Monteverdi, Responsabile Ufficio Export Monteverdi Vini srl (Borgo San Giovanni | LO)e Direttore Monteverdi Italian Wines Hong Kong; l’azienda, fondata nel 1796 (la prima cantina moderna risale al 1920), produce circa 2.000.000 all’anno suddivise tra 150 etichette.

Camilla in 140 caratteri: 25 anni, laureata in Lingue un anno fa, sto scoprendo la passione per il vino e vorrei trasmettere la cultura, la fatica, il lavoro e la passione che si trovano dietro una bottiglia di vino.
Monteverdi Vini in 140 caratteri: Azienda familiare imbottigliatrice di vini provenienti da tutta Italia. Offriamo prodotti a nostro marchio, etichette personalizzate e rappresentiamo diverse aziende in Italia e all’estero.

Se Camilla non avesse fatto il produttore di vino avrebbe fatto qualsiasi altra cosa che le avesse dato la possibilità di conoscere tanta gente e comunicare, in lingue straniere, la storia di un prodotto interessante.

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Qualche domanda a Luca Ferraro

 

 

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2011, bye bye! Welcome 2012

Fine anno, tempo di bilanci ed elenco di buoni propositi.

Non mi aspetto grandi cose da questo nuovo anno, sarà anche perché a me i numeri pari proprio non piacciono; mi aspettavo tanto dal 2011 (11, uno dei miei numeri preferiti), molto di più di quello che ho ottenuto: mea culpa? Può essere: faccio auto-critica e un passo oltre: il venti-undici è andato e ora ci tocca fare i conti con questo venti-dodici.
Parlando di bilanci, del 2011 butterei via qualcosa, ma, nonostante tutto, terrei molto.

Butterei:

Quelli che usano la violenza, fisica e verbale, per ché sono talmente poveri dentro che non hanno altri strumenti.

Arroganza, prepotenza e ipocrisia: dentro e fuori la rete, tirano fuori il peggio di me.

Quelli che si professano qualcosa che non sono, pensando che in Rete tutto sia possibile.

La nascita continua di nuove DOC e DOCG, che coriandolizzano e creano perdita di tutela e qualità.

Le risse tra naturali e convenzionali: partendo dal presupposto che un vino deve essere fatto bene (e deve piacere) il resto è mancia.

Le risse tra vini-nicchia e vini-industria: fanno parte di uno stesso sistema che si autoalimenta: uno senza l’altro, in molti casi, non potrebbero esistere.

Chi non ha la capacità critica di discernere, che confonde un’opinione personale col giudizio assoluto. Insomma chi crede di sapere ed invece non sa.

Chiocciole, bicchierini, foglioline, forchettine: han fatto il loro tempo. Sarebbero utili se fossero espressione di un comune e condiviso sistema di giudizio, ma solo se esente da altri interessi, dichiarati e/o sottointesi.

Mister Pecorino e Miss Passerina, perché è il peggio del trash che il mondo del vino (e della comunicazione/promozione) non si meritano.

L’approssimazione e la spannometria, soprattutto nel marketing e nella comunicazione.

La comunicazione, fatta di termini inglesi tesi a coprire mancanze di professionalità e competenze.

Comunicatori, consulenti, pubblicitari che vorrebbero parlar di vino senza aver mai bevuto una goccia d’alcool o senza aver mai visto una cantina.

Klout, nato come strumento di misurazione dell’influenza: ma come si può, dico io, valutare con un algoritmo, competenza e autorevolezza di una persona?

Quelli che non sono curiosi, affamati ed assetati: hanno poco da dare e farebbero fatica a ricevere.

La mancanza di prospettive che la situazione economica (colpevoli media&Co) contribuisce ad accentuare: senza sogni, senza progetti, siamo persone (e società) vuote.

Tengo:

La Rete, tutta, spazi poco frequentati compresi, perché ovunque puoi scoprire qualcosa e conoscere persone interessanti.

La libertà che la Rete ha dato e continuerà a dare a chiunque.

Twitter, sempre, ovunque e comunque: una finestra sempre spalancata sul mondo.

Facebook (che non è la Rete), perché è la nuova TV e ha avvicinato tanti alla Rete.

I termini ‘condivisione’ ed ‘esperienza‘: le più belle parole che esistano dopo amore, lealtà, onestà. Attenzione! L’abuso provoca orticaria.

Vinitaly: checchè ne dicano tutti, è ancora una delle poche manifestazioni italiane alle quali partecipare.

Gli amici conosciuti dentro e fuori la rete: persone che mi hanno dato tanto, tantissimo e che vorrei conoscere meglio nei mesi a venire.

Il mi piace e il non mi piace: unici giudizi che contano veramente.

Chi usa le parole con cognizione di causa e che con le parole sa raccontare ed affascinare.

I capi area e i rappresentanti: fanno parte di un sistema in essere. Figure che dovranno evolvere.

Le bollicine, perché sono chic e non impegnano (cit).

I VinixLab, che mi hanno permesso di capire perché molte persone non capiscono il mio lavoro e lo stare in Rete.

Il Prosecco: qualcuno dice che è una moda; per me è un vino che, come tanti altri, può esser fatto bene o male: quando è ben fatto, da soddisfazioni.

Diversi altri vini, ma non li elenco perché ne dimenticherei (ingiustamente) sicuramente qualcuno perché sono smemorina.

Tutti, ma proprio tutti i foodblogger, perché hann fatto riavvicinare le persone alla cucina, al pane fatto in casa, al lievito madre, agli stampini a forma di ginger man, alla stagionalità delle verdure e le hann fatte allontanare dai 4 salti in padella e dal saccotto.

La comunicazione, fatta di metodo e costanza, che non lascia spazio all’improvvisazione e all’approssimazione, che non è ‘ho avuto un’idea‘ ma è ‘so come realizzarla, come ottenere il meglio possibile‘.

Tutti, ma proprio tutti i wineblogger, perché raccontano il vino come nessuno lo ha mai fatto, produttori compresi; a volte dovrebbero esprimere opinioni e non giudizi assoluti ma, hanno larghi margini di miglioramento.

Chi mi ha detto “questo progetto non mi ha soddisfatto, non ha dato i risultati che mi aspettavo”, perché mi ha permesso di conoscere i miei limiti e superarli.

Le persone con le quali ho collaborato/lavorato: ognuna, a modo suo, mi ha arricchito. E’ anche grazie a loro che lavorare è un piacere, continuo.

Le donne che sanno conciliare lavoro e famiglia, con impegno e soddisfazione: credetemi, nel 2011 non è cosa immediata.

I sorrisi e i “mamma, il tuo lavoro ti piace troppo, non ne puoi fare a meno” delle mie figlie: il più grande sostegno quando vedo tutto grigio e la frustrazione prende il posto dei sorrisi.

Lo sguardo dei bambini, che ogni giorno ci ricordano che le fiabe esistono…solo se ci credi.

Quando un uomo con la pistola incontra l’uomo con la biro, l’uomo con la pistola ha già perso.

Le fiabe non dicono ai bambini che i draghi esistono perchè loro lo sanno già: le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

Se ci chiudono la porta dei sogni siamo già morti.

Buon Natale!

Qualche domanda a Paolo Ghislandi

Intervista a Paolo Carlo Ghislandi, proprietario di Cascina I Carpini (Pozzolgroppo | AL); l’azienda, fondata nel 1998, produce circa 50.000 bottiglie all’anno suddivise in 7 etichette.

…..

Paolo Carlo in 140 caratteri: Sono un alchimista della vita, osservo e ascolto molto, sperimento di continuo, vivo di emozioni e cerco armonia con tutto ciò che mi circonda.
Cascina I Carpini in 140 caratteri: Vigne e cantina sono progettate per consentire il mantenimento di condizioni tali affinché uva e vino trovino l’ambiente ideale dove crescere, maturare ed affinare naturalmente.

Se non  avessi fatto il produttore di vino cosa avresti fatto nella vita? Facevo e faccio già il responsabile in diverse divisioni dell’industria, ma non è quello che avrei voluto fare, credo che se avessi potuto scegliere avrei fatto l’inventore o il pianista.

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La comunicazione del vino in Italia: lo stato dell'arte

Il 25 novembre si è svolto a Siena il Forum Montepaschi dedicato al vino Italiano, durante il quale sono stati presentati i risultati della ricerca “Il settore vitivinicolo in Toscana e in Provincia di Siena” che ha coinvolto 38 aziende vitivinicole toscane di cui 15 espressione della provincia senese.

Presentato anche l’aggiornamento 2011 dell’Mps Wine Index, il primo “indice di competitività” del vino italiano, riservato alle denominazioni italiane e messo a punto dall’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Io non ero presente così ho chiesto atti e materiali vari che, prontamente, mi sono stati inviati.

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Qualche domanda a...Enrico Rivetto

Intervista ad Enrico Rivetto, titolare di Az. Agricola Rivetto (Sinio | CN ); l’azienda, fondata nel 1902, produce circa 100/110 mila bottiglie all’anno suddivise in 11 etichette.

Enrico in 140 caratteri: Appassionato (e passionale): di storia (soprattutto quella di famiglia), di geopolitica, del mio lavoro. Curioso, determinato a volte testardo, a tratti iperattivo e iper chiacchierone (infatti 140 caratteri sono pochi ;-) )

Az. Rivetto in 140 caratteri: Il rispetto del vitigno e preservare le ricchezze del territorio sono al centro della nostra filosofia produttiva, che fa tesoro di un’esperienza e una tradizione lunga 4 generazioni.

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Marketing Wine conversation on Twitter

Twitter è una community: le persone si seguono, si confrontano, si consigliano, si divertono.
Twitter, in Italia, è forse lo strumento preferito per il mondo del vino: produttori, operatori, appassionati.
Su Twitter nascono e vengono raccontati eventi; su Twitter si creano nuovi business e si consolidano quelli esistenti; insomma, quello che sembra il solito trant tran, ma che costituisce la base.


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Terroir, che non è il territorio

Terroir è un termine molto usato (e abusato) quando si parla di vini; spesso usato anche impropriamente, perché confuso con territorio o addirittura con cru, quasi fosse un termine esclusivamente enologico e qualitativamente caratterizzante alcune tipologie di vino.
Un errore gravissimo soprattutto da parte di chi si professa professionista in qualsivoglia settore del vino.

Il termine terroir non è facilmente traducibile in altre lingue, soprattutto non è traducibile con territorio che, in italiano, indica Regione o zona geografica, porzione di terra o di terreno d’una certa estensione

Il terroir va ben oltre la porzione di terra e le sue caratteristiche geografiche: pedologia, geologia, geomorfologia, idrologia, climatologia, microclima, esposizione, etc.
Va tanto oltre che l’UNESCO ne ha dato una definizione ben precisa:

« A Terroir is a geographical limited area where a human community generates and accumulates along its history a set of cultural distinctive features, knowledges and practices based on a system of interactions between biophysical and human factors.

The combination of techniques involved in production reveals originality, confers typicity and leads to a reputation for goods originating from this geographical area,and therefore for its inhabitants. The terroirs are living and innovating spaces that can not be reduced only to tradition.»

Un terroir è: « un espace géographique délimité défini à partir d’une communauté humaine qui construit au cours de son histoire un ensemble de traits culturels distinctifs, de savoirs, et de pratiques fondés sur un système d’interactions entre le milieu naturel et les facteurs humains. Les savoir-faire mis en jeu révèlent une originalité, confèrent une typicité et permettent une reconnaissance pour les produits ou services originaires de cet espace et donc pour les hommes qui y vivent. Les terroirs sont des espaces vivants et innovants qui ne peuvent être assimilés à la seule tradition. »

[Definizione proposta da un gruppo di lavoro INRA/INAO e convalidata dagli Incontri Internazionali di UNESCO, Planète Terroirs, UNESCO – 10 novembre 2005]

Nella definizione si parla di una comunità umana, tratti culturali distintivi, conoscenza, competenze, pratiche basate su un sistema di interazioni si parla di riconoscimenti tipici per i prodotti o servizi originari di questa zona e quindi per la gente che ci vive.
I terroir sono spazi vivi e innovativi che non possono essere assimilati alla sola tradizione o alla sola area geografica.

Questo, perché, a volte, mi piace puntualizzare e la mia insofferenza nei confronti di approssimazione e improvvisazione, inizia a raggiungere livelli decisamente alti.

PS Un grazie a Lorenzo che mi ha fatto nascere il dubbio di aver dato qualcosa per scontato.